Le Regioni chiedono interventi immediati
La Conferenza delle Regioni torna a sollecitare il Governo affinché vengano sbloccati i 90 milioni di euro destinati alle politiche del lavoro e ai Centri per l’impiego, risorse previste dalla normativa ma ancora non trasferite ai territori.La richiesta è stata formalizzata ai Ministeri dell’Economia e del Lavoro con l’obiettivo di individuare una soluzione amministrativa, contabile o normativa che consenta di rendere disponibili i finanziamenti senza ulteriori ritardi.
Fondi destinati ai Centri per l’impiego e ai giovani
Le risorse riguardano due ambiti ritenuti strategici. Circa 70 milioni di euro sono destinati al funzionamento dei Centri per l’impiego e al rafforzamento del personale, mentre i restanti 20 milioni finanziano interventi di politica attiva del lavoro rivolti soprattutto ai giovani e all’inserimento occupazionale.Secondo la Conferenza delle Regioni, il mancato trasferimento delle somme rischia di compromettere l’efficacia dei servizi pubblici per il lavoro e di rallentare le attività di orientamento, formazione e accompagnamento all’occupazione.
Il nodo dei decreti di riparto
Al centro della vicenda vi è il mancato varo dei decreti che avrebbero dovuto ripartire le risorse previste dalla legge di Bilancio 2022 per l’annualità 2025.Per evitare la perdita dei finanziamenti, le Regioni chiedono che i decreti vengano comunque adottati oppure che sia introdotta una norma capace di consentire il trasferimento delle somme nel corso del 2026. Parallelamente viene chiesto di definire procedure e scadenze certe per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi negli anni successivi.
La questione riguarda da vicino anche la Calabria, dove il potenziamento dei Centri per l’impiego rappresenta uno degli obiettivi prioritari della Regione nell’ambito delle politiche occupazionali. Negli ultimi mesi la Giunta regionale ha infatti approvato ulteriori interventi per l’adeguamento infrastrutturale delle sedi e per l’acquisto degli arredi destinati ai nuovi Centri per l’impiego, nell’ambito del Piano straordinario di rafforzamento dei servizi per il lavoro.L’eventuale ritardo nell’erogazione delle risorse nazionali potrebbe incidere sul consolidamento di questi interventi e sulla piena operatività delle strutture, chiamate a garantire servizi sempre più efficaci a cittadini, imprese e giovani in cerca di occupazione.
L’appello della Conferenza
«Le risorse previste dalla legge per servizi essenziali rischiano di non arrivare alle Regioni a causa di ritardi procedurali che non dipendono dalle amministrazioni territoriali», ha evidenziato il coordinatore della Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni, Alberto Lenzi.Secondo la Conferenza, garantire tempi certi nell’assegnazione dei finanziamenti è fondamentale per assicurare continuità alle politiche attive del lavoro e sostenere il funzionamento dei Centri per l’impiego, considerati uno degli strumenti principali per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

