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Inclusione senza barriere: il convegno ENS a Catanzaro

Inclusione senza barriere: il convegno ENS a Catanzaro

Una giornata di confronto dedicata alla piena partecipazione delle persone sorde e sordocieche alla vita sociale, con particolare attenzione all’abbattimento delle barriere comunicative. È stato questo l’obiettivo del convegno nazionale “Accessibilità e Inclusione: due percorsi per eventi più accessibili”, ospitato alla Cittadella regionale di Catanzaro.

All’incontro, organizzato dall’Ente Nazionale Sordi della Calabria in collaborazione con la Sede Centrale ENS e il Comitato Nazionale Sordi con più Disabilità, hanno partecipato circa 200 iscritti insieme ai rappresentanti delle istituzioni.

La strada verso una piena inclusione è ancora lunga: «Questo tema, in realtà, – ha detto lo psicologo e psicoterapeuta Mauro Mottinelli – è molto delicato e non è una questione che riguarda soltanto la Calabria ma è una questione a livello nazionale. Lo Stato ha riconosciuto il valore della lingua dei segni ma concretamente nulla è stato fatto. È come se fosse un “contentino” quello che ci è stato dato, però poi di fatto ci sono ancora delle carenze. Lo Stato non segue adeguatamente questo percorso».

Al centro dei lavori, i percorsi formativi sulla Lingua dei Segni Italiana (LIS) e sulla Lingua dei Segni Italiana Tattile (LIST), la sottotitolazione, la comunicazione nelle disabilità complesse e i diritti delle persone sorde e sordocieche.

Un passo avanti è stato compiuto dalla Regione Calabria sul fronte dell’accessibilità: «Abbiamo fatto un progetto per l’inclusione dei dipendenti sordi – ha affermato il presidente regionale ENS Calabria, Antonio Mirijello – e abbiamo realizzato dei corsi di sensibilizzazione della lingua dei segni. Devo dire che c’è stata una grande affluenza di partecipanti e quindi è stato già un primo passo poter diffondere la conoscenza della lingua dei segni. Ovviamente la formazione deve essere garantita e anche ai partecipanti è stato riconosciuto un merito e quindi nel mese di novembre vorremmo rinnovare questa collaborazione perché ci sono altri dipendenti che vorrebbero imparare questa lingua per poter avviare un processo reale di inclusione».