Il Mezzogiorno corre più del resto d’Italia, ma il divario con il Nord resta ancora ampio. È quanto emerge dal rapporto di Confcommercio sulle economie regionali.
Nel 2024 il Pil del Sud è cresciuto dell’1,2 per cento, oltre il doppio rispetto allo 0,5 per cento registrato nel Nord. Una crescita sostenuta soprattutto dal turismo e dagli investimenti.
La Calabria
In questo scenario la Calabria fa registrare un risultato ancora migliore: il Pil regionale è aumentato dell’1,3 per cento, al di sopra della media nazionale e leggermente superiore anche a quella del Mezzogiorno. Più contenuta, invece, la crescita dei consumi, ferma allo 0,4 per cento, un dato che conferma come la ripresa non si traduca ancora in una maggiore capacità di spesa delle famiglie.
A livello nazionale, infatti, i consumi continuano a rallentare, con un aumento limitato allo 0,5 per cento. E resta forte il divario nei redditi: il Pil pro capite supera i 39 mila euro al Nord, mentre nel Mezzogiorno si ferma a poco più di 21 mila euro.
A pesare è anche la crisi demografica. Tra il 2022 e il 2024 il Sud ha perso circa 161 mila residenti, mentre il Nord ne ha guadagnati oltre 125 mila.
Per Confcommercio, senza politiche capaci di sostenere i consumi, trattenere i giovani e rilanciare gli investimenti, la crescita registrata negli ultimi mesi rischia di non essere sufficiente a ridurre il divario economico tra le diverse aree del Paese.

