L’enoturismo è un settore in costante crescita. A livello mondiale vale 46 miliardi e mezzo di dollari e l’Europa, trascinata da Italia, Francia e Spagna, detiene più della metà del mercato e, malgrado il calo dei consumi globali di vino, le stime prevedono una crescita di quasi il 13% all’anno. Ciò significa che per il settore vitivinicolo l’enoturismo rappresenta una leva strategica perché grazie alla spesa dei visitatori genera valore, incrementa le vendite dirette e consente di raccogliere dati utili al marketing, ovvero, per conoscere meglio i clienti.
In Italia, l’enoturismo coinvolge quasi 13 milioni e mezzo di persone e nel 2025 ha prodotto un valore di quasi 13 miliardi di euro, il 16% in più rispetto all’anno precedente, e il 77% delle imprese ha effettuato investimenti per potenziare l’accoglienza. Nel nostro Paese a fare da traino sono Toscana, Veneto e Piemonte: l’enoturista spende circa 400 euro ad esperienza tra degustazioni guidate, corsi e visite in cantina.
Rispetto agli altri paesi, l’Italia si distingue per la valorizzazione del vigneto e dei luoghi di produzione: da noi, per esempio, le visite in cantina e tra i filari sono molto più diffuse che altrove. Rita Bilotti è un’imprenditrice nota e apprezzata: da persona dall’intelligenza vivace è prima stata enoturista passiva, poi l’enoturismo ha deciso di praticarlo nell’azienda di famiglia. E ne parla entusiasticamente.
Di enoturismo si parlerà, ovviamente, anche nella prima parte della terza edizione di Vinitaly al Parco di Sibari. Il taglio del nastro è in programma per venerdì prossimo, ma già iniziano ad arrivare le prime indiscrezioni sul programma della manifestazione: la direttrice generale dell’Arsac, Fulvia Caligiuri, anticipa l’arrivo di Iginio Massari, il debutto di Federico Quaranta, nonostante lo spavento per il tentativo di rapina subìto pochi giorni fa a Milano e relativo sfogo social, ed il ritorno di Peppone Calabrese, che ormai è da considerare un calabrese acquisito.

