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Co.Re.Com. Calabria: stop a sanzioni automatiche, servono regole chiare

Co.Re.Com. Calabria: stop a sanzioni automatiche, servono regole chiare

Il Co.Re.Com. Calabria propone un nuovo confronto nazionale sulla disciplina delle comunicazioni commerciali televisive, con l’obiettivo di evitare interpretazioni rigide e sanzioni basate soltanto sulla presenza di marchi o prodotti all’interno dei servizi giornalistici.

Approvato un documento per chiarire i criteri

Il Comitato, riunito alla presenza della nuova dirigente del settore Maria Stefania Lauria, ha approvato all’unanimità un atto di indirizzo dedicato ai servizi televisivi che raccontano fiere, eventi enogastronomici, manifestazioni espositive e iniziative di promozione territoriale.

Il documento nasce dall’esperienza maturata dal Co.Re.Com. Calabria nelle attività delegate dall’Agcom e dalla necessità di fornire indicazioni più chiare su una materia che riguarda l’intero sistema radiotelevisivo.

Marchi e prodotti nei servizi non equivalgono sempre a pubblicità

L’atto, elaborato dal presidente Fulvio Scarpino insieme al vicepresidente Mario Mazza e al segretario Pasquale Petrolo, sottolinea la necessità di distinguere tra informazione giornalistica e comunicazione commerciale.

Secondo il Comitato, la presenza di aziende, loghi o prodotti in un servizio televisivo non può essere considerata automaticamente pubblicità occulta. Prima di avviare un procedimento sanzionatorio devono essere valutati il contesto del servizio, le eventuali finalità promozionali e l’autonomia editoriale dell’emittente.

Il documento sarà sottoposto ad Agcom

L’atto di indirizzo sarà presentato al Coordinamento nazionale dei presidenti dei Co.Re.Com. e successivamente all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con l’obiettivo di arrivare a criteri interpretativi condivisi su tutto il territorio nazionale.

Nel frattempo il Co.Re.Com. Calabria ha stabilito che i procedimenti dovranno essere valutati caso per caso, evitando automatismi legati alla sola presenza di marchi o prodotti nei contenuti giornalistici.

«La certezza del diritto deve guidare le sanzioni»

Il Comitato precisa che l’iniziativa non mira a indebolire il contrasto alla pubblicità occulta, ma a garantire controlli basati su valutazioni complete e motivate.

«Non è una scelta a favore delle emittenti o contro le sanzioni – hanno dichiarato Scarpino, Mazza e Petrolo – ma una scelta a favore della certezza del diritto. Le sanzioni devono colpire violazioni reali e non situazioni caratterizzate da dubbi interpretativi».

L’obiettivo finale è assicurare un equilibrio tra tutela degli utenti, libertà di informazione e possibilità per le emittenti locali di svolgere il proprio ruolo con regole chiare e uniformi.