Nel calcio, come nella vita, ci sono poche cose peggiori dei rimpianti. Per il Crotone è l’anno zero, qualcosa che si avvicina, per chi ha anni e memoria a sufficienza, alla stagione 95-96, rossoblu appena tornati in serie D. In panchina c’era Bruno Jacoboni, che chiuse con un 11° posto. Era il quarto anno della gestione Vrenna, nessuno poteva immaginare quello che sarebbe accaduto pochi anni dopo. Ma, come già detto, guai a chi vive di rimpianti.
È l’anno zero per il Crotone, e lo è anche per Leandro Greco, 40 anni domenica prossima, romano di San Basilio, calciatore girovago, breve tappa anche a Cosenza a fine carriera, un inizio da allenatore non proprio fortunato, in braccio a storie sbagliate, nate male, a Bolzano come ad Olbia, a Frosinone come a Busto Arsizio.
Nel calcio Crotone è stata ma ora non è, e s’interroga: se Greco ha accettato, malgrado le delusioni in serie delle ultime sei stagioni e la partenza in apnea a causa della zavorra dei sei punti di penalizzazione, è perché nelle parole dei dirigenti rossoblu ha trovato quella schiettezza su strategia ed obiettivi che egli apprezza e che non è proprio la virtù distintiva del calcio italiano.
Sa, per esempio, che sarà costretto a salutare molti dei calciatori che stanno lavorando con lui in questi primissimi giorni di ritiro. Ma l’anno zero è tale anche perché a zero devono stare prima di tutto le illusioni. Piaccia o non piaccia, si riparte da qui.
Il Crotone 26-27 nascerà nei prossimi due mesi, nella prima fase il mercato si declina solo al casello delle uscite. Saranno tante, così come tanti saranno i giovani rimpiazzi. Con l’esplosione dei costi, a cui nessuno vuole davvero porre riparo, nel calcio gli errori non si perdonano: l’equilibrio economico-finanziario è la stella polare per tutti, e come ricorda il direttore generale, Raffaele Vrenna, l’opera di ristrutturazione è iniziata già da un paio d’anni.
Ci sarebbe anche un altro problemuccio: l’agibilità dello stadio, per ora impedita da alcune prescrizioni, ma domani si terrà un incontro in Prefettura per trovare una soluzione.
Ci manca solo che nell’anno zero, e del -6 in classifica, si debba far fronte anche ad un esilio forzato.

