Innovazione, ricerca e didattica. Sono stati questi i temi portanti del workshop “Tecnologie avanzate in chirurgia cardiaca” promosso dall’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” e dall’Università Magna Graecia di Catanzaro.
L’iniziativa, ospitata presso l’Ateneo, ha rappresentato un momento di confronto scientifico e formativo per i medici e gli studenti, ma anche un’occasione per far conoscere ai cittadini i più moderni percorsi di cura disponibili sul territorio.
Al centro dei lavori l’evoluzione della cardiochirurgia. Nel corso della giornata, infatti, sono state presentate le tecniche e le tecnologie di ultima generazione utilizzate nel trattamento delle patologie cardiache dal Dipartimento ad Attività Integrata “Cardiovascolare e Terapia Intensiva”.
«Puntando su progetti come questo della Cardiochirurgia, e più in generale del dipartimento cardiovascolare, – ha detto il commissario straordinario della “Dulbecco”, Simona Carbone – sono progetti su cui l’azienda sta puntando sia in sviluppo di competenze e quindi investimenti su quelle aree che sono quelle più innovative ma certamente sono anche quelle su cui questa azienda sta lavorando e ha puntato in termini di obiettivi».
Particolare attenzione è stata dedicata all’esperienza della Cardiochirurgia del policlinico universitario, che ha illustrato i programmi già attivi per gli accessi mini-invasivi, compreso il recente approccio trans-ascellare per la riparazione o la sostituzione della valvola mitrale. Un modello che, grazie alla stretta collaborazione con la Cardiologia interventistica e all’Heart Team della “Dulbecco”, punta a garantire cure sempre più efficaci e personalizzate.
«Siamo partiti – ha affermato il direttore dell’UOC Cardiochirurgia della “Dulbecco”, Pasquale Mastroroberto – verso il 2012-2013 con un centro che produceva 200 interventi l’anno circa e l’anno scorso abbiamo superato i 600 interventi annui. Sicuramente è stata un’evoluzione positiva. Agenas con il programma nazionale esiti ha anche certificato questi dati e quindi li ha certificati con dei numeri che in termini di risultati e quindi di esiti in termini numerici, l’ha posta l’anno scorso tra le prime dieci in Italia e penso che questo debba essere un motivo di soddisfazione e di orgoglio».

