Sei persone sono finite in carcere nell’ambito dell’operazione “Abisso”, coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania. I finanzieri del Comando provinciale etneo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso, di reati legati alla produzione, al traffico e alla detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento si inserisce nel più ampio filone investigativo che, lo scorso 12 giugno, aveva già portato all’esecuzione di misure cautelari personali e reali nei confronti di 15 persone accusate di traffico organizzato di droga, minacce e detenzione abusiva di armi da fuoco, con le aggravanti della transnazionalità e dell’agevolazione delle attività dei clan mafiosi “Cappello-Bonaccorsi” di Catania e “Santa Panagia” di Siracusa.
I collegamenti con Malta e i clan mafiosi
Secondo quanto emerso dalle indagini del Gruppo Operativo Antidroga del Gico della Guardia di Finanza di Catania, sarebbe stata ricostruita l’attività di un’associazione per delinquere dedita al traffico internazionale di stupefacenti, in particolare cocaina, hashish e marijuana, operativa tra la Sicilia e Malta.
L’organizzazione avrebbe adottato collaudati stratagemmi per movimentare ingenti quantitativi di droga tra il territorio nazionale e quello maltese. Gli investigatori avrebbero inoltre accertato presunti rapporti di fornitura con il gruppo “Borgata” del clan mafioso “Santa Panagia” di Siracusa, destinatario di diverse cessioni di sostanze stupefacenti.
Quattro arrestati catanesi e due calabresi
Tra i sei destinatari delle nuove misure cautelari, quattro sono originari della provincia di Catania e sarebbero coinvolti nel traffico di droga diretto verso Malta o nelle forniture di stupefacenti destinate al promotore del sodalizio criminale e al gruppo mafioso siracusano.
Gli altri due indagati sono invece calabresi, residenti a Locri e Siderno, in provincia di Reggio Calabria. Uno dei due risulta ancora irreperibile. Secondo gli inquirenti, sarebbero stati coinvolti nel tentativo di recuperare in mare, al largo delle coste catanesi, un ingente carico di cocaina del peso di circa due tonnellate.
Il carico da due tonnellate di cocaina
Le indagini avrebbero consentito di ricostruire un’operazione finalizzata al recupero del maxi carico di stupefacente, che sarebbe stata organizzata dal promotore dell’associazione criminale catanese con il diretto interessamento dei due indagati calabresi. Il loro compito sarebbe stato quello di individuare il carico e trasportarlo successivamente in Calabria, dietro compenso riconosciuto dal gruppo criminale etneo.
Il piano, tuttavia, non è andato a buon fine perché la partita di droga era già stata intercettata e sequestrata in mare dalla Guardia di Finanza di Catania.
Ventotto indagati complessivi e sequestri per 700 mila euro
Nel complesso, l’operazione “Abisso” riguarda 28 indagati, dei quali 21 destinatari di provvedimenti cautelari in carcere. Contestualmente, è stato disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, di disponibilità finanziarie, autovetture, immobili e attività economiche riconducibili ai principali indagati per un valore complessivo di circa 700 mila euro.

