Prezzi in caduta, costi in aumento e importazioni in crescita mettono sotto pressione il settore cerealicolo.
Mercato del grano sempre più in difficoltà
Coldiretti Calabria torna ad accendere i riflettori sulla crisi del grano duro e sollecita interventi immediati per salvaguardare una delle produzioni simbolo dell’agricoltura italiana. Le richieste sono state presentate al Ministero dell’Agricoltura durante il tavolo dedicato alla filiera e puntano a rafforzare la competitività del settore, garantendo maggiore trasparenza e tutela per gli agricoltori.
Secondo l’organizzazione, il comparto sta attraversando una fase particolarmente delicata: nel giro di due anni il valore del grano duro è sceso da circa 35 a 27 euro al quintale, una quotazione che non consentirebbe più alle aziende di coprire le spese di produzione, mentre i prezzi di pane e pasta continuano a rimanere elevati sugli scaffali.
Preoccupano le importazioni di grano estero
Tra i principali motivi di preoccupazione c’è il forte aumento delle importazioni di grano canadese, cresciute del 55% nel mese di maggio. Coldiretti evidenzia come l’arrivo di ingenti quantitativi di prodotto straniero durante il periodo della raccolta finisca per deprimere ulteriormente il valore riconosciuto ai produttori italiani.
L’associazione ribadisce inoltre la necessità di verificare con maggiore attenzione l’origine del grano importato attraverso sistemi tecnologici avanzati, come la risonanza magnetica, la mappatura genomica e quella isotopica, per contrastare frodi e garantire la piena tracciabilità della materia prima.
Le proposte per rilanciare il comparto
Tra le misure indicate figura lo stanziamento di 40 milioni di euro destinati ai contratti di filiera, utilizzando come parametro il prezzo fissato dalla Commissione Unica Nazionale, con l’obiettivo di assicurare maggiore equilibrio nella distribuzione del valore tra tutti gli operatori della filiera.
Coldiretti propone inoltre un piano nazionale per ammodernare i centri di stoccaggio, molti dei quali ormai obsoleti, così da permettere agli agricoltori di conservare il raccolto senza essere costretti a venderlo nei momenti meno favorevoli del mercato.
Tra le altre richieste figurano controlli più incisivi contro le frodi sull’origine del grano, un contrasto più efficace alle pratiche commerciali sleali, il coinvolgimento delle Regioni con misure di sostegno ai cerealicoltori e l’avvio dell’iter per il riconoscimento della Dop della pasta del Sud Italia.
Il quadro in Calabria
Anche la Calabria risente delle difficoltà che stanno interessando il comparto cerealicolo. Negli ultimi anni la superficie coltivata a grano duro si è ridotta di quasi il 10%, mentre l’aumento dei costi continua a comprimere i margini economici delle aziende agricole.
Oggi il grano duro occupa circa 17 mila ettari e coinvolge poco più di 3.500 imprese agricole. Per Coldiretti, difendere questa produzione significa tutelare reddito, occupazione e presidio del territorio, sostenendo un settore che negli ultimi anni ha saputo investire nella qualità, nelle filiere corte, nel biologico e nell’innovazione, contribuendo alla crescita delle aree interne della Calabria.

