Un’operazione imponente scattata nelle prime ore del mattino. Oltre 200 Carabinieri mobilitati non solo in Calabria, ma in ben 12 province italiane, da Milano e Torino fino a Palermo e Catania.
Al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ci sarebbe un’organizzazione criminale con base tra Sinopoli e Sant’Eufemia, ritenuta contigua alla potente cosca Alvaro. In totale sono 35 le persone finite in carcere, accusate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di droga, detenzione di armi ed estorsione.
Le indagini avrebbero svelato una struttura piramidale e sofisticata. Nella prima fase, l’analisi delle chat criptate della piattaforma “SKY ECC” avrebbe mostrato come le direttive partissero persino dall’interno del carcere, dove due detenuti gestivano i traffici avvalendosi dei propri familiari all’esterno.
Il gruppo avrebbe gestito l’importazione di grandi carichi di cocaina dal Sudamerica destinati al porto di Gioia Tauro, dove poteva contare – ipotizzano gli inquirenti – sulla complicità di alcuni lavoratori portuali per recuperare la droga. In tutto, oltre 300 chili di sostanza stupefacente ricostruiti dagli investigatori.
Sarebbe inoltre emerso dalle indagini che la rete era pienamente operativa: i trasporti verso la Sicilia e altre regioni venivano effettuati con corrieri insospettabili su auto a noleggio. Durante i controlli, tra la fine del 2023 e i primi mesi del 2024, le forze dell’ordine hanno sequestrato più di 25 chili di cocaina pura.
A fare da sfondo all’impero del narcotraffico, la violenza e la forza intimidatrice del metodo mafioso. L’organizzazione non avrebbe esitato a fare ricorso alle armi: gli inquirenti avrebbero sventato persino il tentato sequestro di persona di un acquirente che non aveva saldato un debito, oltre a documentare colpi di pistola sparati contro le vetrine per eliminare la concorrenza commerciale nella zona.

