Un utile d’esercizio schizzato a 407,7 milioni di euro (con una crescita del 388 per cento) e un avanzo positivo della parte disponibile che tocca quota 307 milioni di euro. Sono questi i dati finanziari più eclatanti che testimoniano il forte consolidamento degli equilibri di bilancio della Regione Calabria. A fare da drammatico contraltare, tuttavia, è il quadro della Sanità: oltre 328 milioni di fondi bloccati e non trasferiti alle aziende sanitarie, un passivo di 329 milioni per la fuga di pazienti verso altre regioni e uno sforamento della spesa farmaceutica di 186 milioni di euro.
L’udienza di parifica: il quadro della Corte dei Conti
È quanto è emerso chiaramente nel corso della pubblica udienza celebratasi oggi presso la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Calabria, presieduta dal Presidente facente funzioni Cons. Fabrizio Carrarini, per il giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione relativo all’esercizio finanziario 2025. Un appuntamento contabile fondamentale che ha restituito la fotografia precisa di un’amministrazione regionale a due velocità.
Utile da record e salto di qualità patrimoniale
La notizia principale sotto il profilo contabile riguarda il forte rafforzamento del patrimonio netto dell’ente. Per il secondo anno consecutivo, il rendiconto regionale chiude in positivo con un avanzo disponibile di 307 milioni di euro — un balzo notevole rispetto ai 52 milioni del 2024. Un risultato che, seppur influenzato dalle modifiche normative sul Fondo Anticipazioni di Liquidità (FAL), offre ora una dote finanziaria importante per sbloccare investimenti e finanziare servizi essenziali per la collettività.
Il buco nero della sanità: assorbe il 65% delle risorse
La nota più dolente presentata durante l’udienza riguarda il settore sanitario, che assorbe circa due terzi (il 65 per cento) dell’intera spesa regionale. Sebbene la Corte prenda atto degli sforzi e delle iniziative strategiche ad alta valenza avviate dall’Amministrazione, la magistratura contabile ha evidenziato criticità pesantissime:
- Fondi Bloccati alle ASL: Al 31 dicembre 2025 sono risultati non trasferiti dalla Gestione Sanitaria Accentrata (GSA) alle aziende sanitarie territoriali ben 328,5 milioni di euro. Questa mancanza di liquidità costringe le ASL a ricorrere alle anticipazioni di tesoreria, generando interessi e oneri finanziari extra stimati in circa 6 milioni di euro.
- I “Viaggi della Speranza”: La mobilità sanitaria passiva segna un saldo fortemente negativo di ben 329 milioni di euro, risucchiati dalle strutture sanitarie di altre regioni.
- Farmaci fuori Controllo: La spesa farmaceutica ha superato il tetto massimo programmato per ben 186 milioni di euro.
- PNRR e Residui: Si registrano ritardi nell’attuazione dei progetti PNRR in ambito sanitario e una consistente mole di residui attivi e passivi.
Gestione di cassa e debiti fuori bilancio
Spostando lo sguardo sulla gestione finanziaria generale, l’istruttoria svolta dai giudici contabili — condotta su un campione di voci di spesa ancora più ampio rispetto ai precedenti esercizi — ha messo in luce tensioni nella gestione di cassa dovute alla contrazione della liquidità disponibile, oltre a un continuo incremento dei debiti fuori bilancio. Criticità che impongono, secondo le raccomandazioni della Corte, un immediato rafforzamento dei controlli interni e della programmazione finanziaria.
Fondi Europei: promosso il passato, allarme sul 2021-2027
Promossa a pieni voti la gestione del ciclo dei Fondi UE 2014-2020, conclusosi con il completo utilizzo delle risorse e senza alcuna perdita di finanziamenti europei. La sfida ora si sposta tutta sulla programmazione 2021-2027: la Corte ha sottolineato l’urgenza di accelerare la capacità burocratica per trasformare i fondi stanziati in cantieri ed opere pubbliche concretamente realizzate.

