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Detenuti tossicodipendenti, la Regione punta sulle comunità per il recupero

Detenuti tossicodipendenti, la Regione punta sulle comunità per il recupero

L’obiettivo è creare percorsi di cura e reinserimento per i detenuti tossicodipendenti, collegando carceri, servizi sanitari e comunità specializzate.

Trasformare la detenzione in un’occasione di recupero e non soltanto in un periodo di isolamento. È questa la linea sulla quale si sta muovendo la Regione Calabria per accompagnare l’applicazione della nuova normativa che amplia le possibilità di accesso ai percorsi terapeutici per i detenuti con problemi di dipendenza.

La Regione incontra le comunità terapeutiche accreditate

L’assessore regionale al Welfare e alle Dipendenze, Pasqualina Straface, ha incontrato i rappresentanti del CREA Calabria, realtà che riunisce le comunità terapeutiche accreditate che operano in collaborazione con il Servizio sanitario regionale.

Durante il confronto sono state analizzate le modalità per rendere operativo anche in Calabria il nuovo sistema previsto dalla legge nazionale, che consente ai detenuti tossicodipendenti con determinati requisiti di poter svolgere il proprio percorso di recupero attraverso misure alternative alla permanenza in carcere.

Nuove opportunità per il recupero e il reinserimento sociale

La riforma punta a integrare la risposta giudiziaria con un percorso di cura strutturato, riconoscendo il valore della riabilitazione per chi vuole liberarsi dalla dipendenza.

Secondo la Regione, un simile modello può produrre effetti positivi anche sul fronte della sicurezza, favorendo il reinserimento delle persone e riducendo il rischio che, una volta terminata la pena, possano tornare a commettere reati.

Le strutture calabresi pronte ad accogliere nuovi percorsi

Nel corso dell’incontro il CREA Calabria ha assicurato la disponibilità delle comunità presenti sul territorio, mettendo a disposizione i posti liberi nelle strutture per accogliere persone ammesse ai programmi di recupero fuori dal carcere.

La rete terapeutica regionale potrà quindi diventare un punto di riferimento per accompagnare i detenuti in un percorso fatto di assistenza, responsabilizzazione e graduale ritorno nella società.

Più collaborazione tra istituzioni, sanità e magistratura

L’assessorato regionale ha annunciato l’intenzione di accelerare l’organizzazione degli interventi, coinvolgendo le Aziende sanitarie provinciali per utilizzare al meglio le strutture disponibili.

Un ruolo importante sarà affidato anche ai SerD, che dovranno rafforzare la presenza negli istituti penitenziari per individuare le situazioni di dipendenza, valutare i bisogni dei detenuti e avviare più rapidamente i percorsi terapeutici.

La Regione punta inoltre a costruire una collaborazione stabile con la Magistratura di Sorveglianza e con gli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna, così da rendere più efficaci le procedure.

Straface: “Curare significa offrire una nuova possibilità”

“Chi vive una condizione di dipendenza non può essere considerato soltanto attraverso la dimensione della pena – ha affermato l’assessore Pasqualina Straface –. Le istituzioni devono accompagnare queste persone verso un cambiamento concreto”.

Per l’assessore, offrire strumenti di cura e recupero significa dare attuazione al principio costituzionale della rieducazione della pena e, allo stesso tempo, contribuire a una maggiore sicurezza per tutta la comunità.

“La Calabria è pronta ad affrontare questa sfida – ha concluso Straface – mettendo al centro salute, dignità e possibilità di costruire un futuro diverso”.