Sono scesi in piazza davanti alla Prefettura di Catanzaro i lavoratori della sanità e i cittadini chiamati alla mobilitazione da Usb Sanità Calabria per chiedere risposte sulla gestione del sistema di emergenza-urgenza regionale.
La protesta si è svolta in vista del tavolo di conciliazione convocato dal Prefetto sulle criticità del 118 e di Azienda Zero. Al centro della manifestazione, le difficoltà denunciate dal sindacato nella gestione del servizio, con particolare riferimento ai tempi di intervento delle ambulanze e alla carenza di personale.
«Una cosa che registriamo – ha detto Vittorio Sacco, referente dell’Usb Sanità Calabria – ed è assolutamente assurda che gli infermieri del servizio sanitario regionale devono salire sulle Pet private perché la Pet pubblica è dismessa, rotta, non viene sostituita e per intervenire sono costretti a salire su quei mezzi pagando un servizio che dovrebbe essere sdoppiato».
Usb ha ribadito che il passaggio delle competenze del 118 dalle Asp ad Azienda Zero non avrebbe prodotto i risultati attesi, parlando di un sistema sempre più fragile e chiedendo interventi immediati.
Gravi criticità si registrano anche alla postazione di Falerna: «Almeno – ha spiegato l’infermiere Napoleone Stella della postazione di Falerna – da una quindicina di giorni le nostre ambulanze sono assenti. La manutenzione dovrebbe gravare su una ditta di manutenzione di Cosenza. Ultimamente le mandiamo rotte e ritornano rotte. Adesso viene impiegata l’ambulanza privata»
Tra le contestazioni anche la revoca dell’indennità di pronto soccorso per gli operatori del servizio di emergenza territoriale. Una decisione definita dal sindacato “penalizzante” per i lavoratori e “rischiosa” per la tenuta del servizio.
«Siamo l’unica regione d’Italia – ha affermato l’autista del 118, Gerry Starace – a cui è stata tolta l’indennità da pronto soccorso. E la Regione ha pensato bene di toglierci questa indennità. Un’indennità ridicola, stiamo parlando di 35 euro circa, mentre nelle altre regioni si arriva anche 400-500 euro. Ci sono stati tolti anche questi 30-40 euro. Una vergogna».

