La Procura regionale della Corte dei conti ha notificato gli inviti a dedurre. Gli interessati avranno 45 giorni per presentare le proprie difese.
La Procura regionale della Corte dei conti della Calabria ha avviato un procedimento nei confronti di nove tra persone fisiche e società, ritenute a vario titolo coinvolte in una vicenda che riguarda la gestione di impianti di depurazione. Tra i destinatari dell’invito a dedurre figurano anche tre dipendenti pubblici dei Comuni di Montepaone e San Pietro Apostolo.
L’ipotesi formulata dalla magistratura contabile riguarda un presunto danno alle casse pubbliche quantificato in circa 600 mila euro.
L’inchiesta della Guardia di Finanza
L’attività investigativa è stata svolta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, su delega della Procura della Corte dei conti.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un gruppo imprenditoriale sarebbe riuscito ad aggiudicarsi numerosi appalti per la gestione di depuratori comunali e consortili offrendo ribassi molto elevati, in alcuni casi superiori al 50%. Per gli inquirenti, tali offerte sarebbero state rese possibili grazie a un consistente abbattimento dei costi di gestione, ottenuto anche attraverso presunte violazioni della normativa ambientale.
Le presunte irregolarità nella gestione degli impianti
Gli accertamenti avrebbero fatto emergere uno smaltimento non conforme dei fanghi di depurazione e di altri rifiuti derivanti dal trattamento delle acque reflue, oltre al rinvio degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria previsti dagli appalti.
Secondo la Procura contabile, queste condotte avrebbero provocato un progressivo deterioramento degli impianti, con il conseguente verificarsi di frequenti sversamenti di liquami non depurati e possibili ripercussioni sull’ambiente e sulla salute pubblica.
Contestato un danno alle finanze pubbliche
Per la magistratura contabile, la gestione contestata avrebbe compromesso il corretto funzionamento del servizio di depurazione, causando un danno economico allo Stato e incidendo su un servizio essenziale per la tutela del territorio.
L’ammontare del presunto danno erariale contestato è stato quantificato in circa 600 mila euro.
Ora la fase delle difese
I nove destinatari dell’invito a dedurre potranno presentare entro 45 giorni memorie difensive e documenti a sostegno della propria posizione.
Solo al termine di questa fase la Procura regionale della Corte dei conti valuterà se procedere con l’eventuale azione di responsabilità nei confronti dei soggetti coinvolti.

