Una coltivazione di marijuana è stata individuata dai finanzieri in un’area boschiva del territorio di Bonifati. Duecento le piante trovate e sequestrate, mentre il possibile valore della droga sul mercato illecito è stato quantificato in oltre mezzo milione di euro.
L’area individuata grazie alla ricognizione aerea
L’intervento nasce da un’attività di controllo coordinata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, con il supporto delle informazioni raccolte dalla Sezione Aerea di Lamezia Terme del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia.
I militari della Tenenza di Cetraro hanno quindi concentrato l’attenzione su una porzione di territorio particolarmente impervia, dove la fitta vegetazione rendeva difficile individuare la presenza della coltivazione.
Filari e irrigazione: una coltivazione organizzata
All’interno dell’area sono stati scoperti diversi filari di piante, accompagnati da un sistema di irrigazione. Gli elementi raccolti hanno fatto emergere una coltivazione strutturata, realizzata in un luogo scelto anche per la sua posizione appartata.
Le piante presentavano dimensioni differenti, con esemplari che andavano da circa 30 centimetri fino a un metro e mezzo di altezza.
Sequestrate 200 piante
Nel corso dell’operazione sono state complessivamente individuate 200 piante di marijuana. I finanzieri hanno proceduto al sequestro della coltivazione e agli ulteriori accertamenti disposti nell’ambito dell’indagine. L’intervento è stato svolto con il coordinamento della Procura della Repubblica di Paola.
Distrutti 180 esemplari, altri 20 destinati alle analisi
Al termine delle operazioni, 180 piante sono state distrutte, mentre 20 sono state prelevate per essere sottoposte a campionatura e agli esami necessari.
L’attività investigativa procede al momento a carico di ignoti. Gli accertamenti sono finalizzati soprattutto a individuare chi abbia realizzato e gestito la coltivazione.
Un possibile guadagno superiore a mezzo milione di euro
Secondo le stime effettuate dagli investigatori, la droga prodotta dalla piantagione, una volta immessa sul mercato, avrebbe potuto generare un giro d’affari illecito superiore ai 500mila euro.
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo della Guardia di Finanza contro la produzione e il traffico di sostanze stupefacenti sul territorio cosentino.

