Il nuovo incidente mortale riaccende i riflettori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La UIL chiede più prevenzione, controlli mirati e una formazione realmente verificabile.
L’ennesima vittima riapre il dibattito
La morte del meccanico di 31 anni, travolto da un’auto mentre lavorava in un’officina di Cinquefrondi, ha riportato con forza l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Per la UIL Calabria, il numero delle vittime registrate dall’inizio dell’anno restituisce un quadro particolarmente preoccupante, al quale si aggiungono numerosi lavoratori rimasti feriti.
A prendere posizione è la segretaria generale della UIL Calabria, Mariaelena Senese, che definisce la situazione una vera emergenza e sollecita interventi più incisivi.
«Non possiamo limitarci a contare le vittime»
Secondo Senese, le tragedie sul lavoro continuano a colpire famiglie e comunità mentre la prevenzione non avrebbe ancora raggiunto un livello adeguato. La UIL, attraverso la campagna nazionale “Zero morti sul lavoro”, porta avanti da tempo iniziative per sensibilizzare istituzioni, imprese e lavoratori.
In Calabria, il sindacato sostiene di aver avanzato diverse proposte, chiedendo alla Regione di rafforzare il sistema di prevenzione e vigilanza.
Un sistema unico per verificare la formazione
Tra gli interventi indicati dalla UIL c’è la realizzazione di una piattaforma regionale dedicata alla formazione sulla sicurezza. L’idea è creare uno strumento digitale capace di raccogliere e verificare i percorsi formativi seguiti dai lavoratori.
Per il sindacato, infatti, frequentare un corso e ottenere un attestato non è sufficiente: la formazione deve garantire conoscenze effettive e poter essere controllata dagli organi preposti.
La proposta di una “Vision Zero” regionale
La UIL Calabria intende inoltre portare avanti una proposta ispirata alla strategia europea della Vision Zero, basata sull’obiettivo di ridurre progressivamente fino ad azzerare le morti e gli incidenti gravi sul lavoro.
L’idea è trasformare questo principio in un programma specifico per la Calabria, con misure concrete, risultati misurabili e controlli periodici.
Più dati per individuare le situazioni a rischio
Tra le proposte figura un programma regionale di durata triennale, con obiettivi distinti per i vari settori produttivi. Prevista anche la creazione di una banca dati comune che metta in collegamento informazioni provenienti da Inail, Aziende sanitarie, Ispettorato del lavoro, Regione ed enti bilaterali.
Un sistema di questo tipo, secondo il sindacato, permetterebbe di individuare più rapidamente le attività maggiormente esposte e concentrare le verifiche dove i rischi sono più elevati.
Incentivi alle imprese virtuose e controlli più mirati
La UIL propone inoltre di premiare, anche nell’ambito degli appalti, le aziende che investono concretamente sulla sicurezza e di prevedere conseguenze più severe per quelle che violano le regole.
Nel progetto trovano spazio anche l’impiego di strumenti tecnologici avanzati per prevenire gli incidenti e misure specifiche per affrontare i rischi legati alle condizioni climatiche.
Più spazio ai lavoratori nella prevenzione
Un altro punto riguarda il rafforzamento della figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. La proposta prevede anche un canale regionale attraverso il quale segnalare situazioni potenzialmente pericolose e una maggiore partecipazione delle organizzazioni sindacali al controllo sull’attuazione delle misure.
«La sicurezza deve diventare una priorità»
La UIL chiede infine un confronto tra istituzioni, imprese e parti sociali per trasformare la prevenzione in una politica stabile e non in una risposta alle emergenze.
Per il sindacato, l’obiettivo deve essere chiaro: fare della tutela della vita dei lavoratori uno degli indicatori principali della qualità del lavoro e dello sviluppo della Calabria.

