Dopo aver chiuso la scorsa stagione con una notte gloriosa ed amara il Catanzaro desiderava regalare, in quella appena iniziata, una gioia ai suoi tifosi. L’eliminazione ai rigori per mano della Sudtirol di sicuro non può essere considerata un’onta, tanto più che fino a 5’ dalla fine i giallorossi erano in vantaggio e virtualmente ai sedicesimi, ma la squadra di Gorgone, che aveva rimontato l’iniziale svantaggio del finlandese Pyyhtia con Pafundi e Iemmello, ha avuto il demerito di non chiudere il confronto fallendo in almeno tre occasioni la terza rete (Alesi ha anche colpito un palo), ed alla fine è stata tradita dalla pesantezza delle gambe subendo l’evitabilissimo pareggio di Mixtur, scaturito da un lancione speranzoso e niente più, e risultando più imprecisa dal dischetto.
Via solo l’acqua sporca, però: la prestazione è stata discreta, si sono visti sprazzi di ottimo calcio, e s’è capito che, almeno inizialmente, Pafundi s’è già preso palco e responsabilità. Sua la rete del pareggio, oltre a tante giocate che ne hanno fatto apprezzare l’indubbio talento. Di Frosinini e Dorval gli errori dagli undici metri che hanno decretato l’uscita dei giallorossi, che dunque regalano alla squadra altoatesina la possibilità di affrontare il Genoa fuori casa nel prossimo turno. Pazienza, la coppa era un’utile vetrina ma l’obiettivo è ovviamente il campionato: il Catanzaro lo inaugurerà a Vicenza venerdì sera, nel primo anticipo della stagione, prima di tre trasferte consecutive, quattro i viaggi nelle prime cinque giornate. Mai come stavolta, partire bene sarà taumaturgico

