Il caro carburante continua a pesare sulle imprese calabresi. Dai trasporti, all’agricoltura, dalla logistica alle attività commerciali, l’aumento dei costi di benzina e gasolio si traduce in spese più alte e margini sempre più stretti.
«Difficile stimare e valutare, in questo momento, – afferma il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara – l’impatto sui conti economici. Intanto va premesso che, nonostante viviamo uno scenario economico a complessità crescente dovuto all’accavallarsi delle crisi di vario tipo, l’economia calabrese ha retto, anzi ha dimostrato una significativa vivacità».
Il prolungarsi della crisi mediorientale e di quella russo-ucraina ha determinato una crisi energetica senza precedenti che si rifletterà sia sul versante dell’offerta sia sulla domanda: «Impatterà – prosegue – sui conti economici dell’azienda, dal lato dell’offerta, ma impatterà anche sulla domanda sia perché inevitabilmente si farà sentire sulle tasche dei cittadini e dei consumatori che probabilmente rimanderanno o ridurranno le proprie spese ma non va trascurato l’annuncio della BCE che ha annunciato un aumento dei tassi di interesse».
Uno scenario complesso che si manifesterà in maniera più significativa a partire dal prossimo autunno. Se il prezzo del petrolio e dei carburanti dovesse rimanere su questi livelli, le imprese potrebbero andare incontro a serie difficoltà. «Ammesso che non concesso – aggiunge Ferrara – che i due conflitti, quello russo-ucraino e quello mediorientale, dovessero finire oggi o domani, dobbiamo tenere anche in considerazione che i processi di aggiustamento inflattivo soprattutto al ribasso hanno bisogno di tempi almeno trimestrali. Dobbiamo preparaci a fronteggiare questa situazione per lungo tempo o per diversi mesi dopo la fine del conflitto».
Dunque, servono misure concrete per fronteggiare il caro energia: «Credo – conclude – che necessitano di azioni a livello nazionale non dico espansive, perché poi bisogna fare i conti con la finanza pubblica, ma di sostegno alla domanda di mercato e nella nostra regione credo che non bisogna rallentare rispetto a quelli che sono stati i bandi e le misure che sono stati messi in campo attraverso una forte concentrazione tra il nostro sistema e quello regionale di stimolo agli investimenti».

