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Senatore Vini: un 2026 ricco di soddisfazioni

Senatore Vini: un 2026 ricco di soddisfazioni

I premi non dicono tutto, ma nel settore vitivinicolo riceverne tanti, come puntualmente accade alla Senatore Vini, è la migliore testimonianza della bontà del lavoro svolto e dell’apprezzamento degli esperti del settore.

Una bacheca da record

I primi risalgono al 2008-2009, quando a Cannes arrivarono due medaglie d’argento consecutive per aver prodotto il miglior rosato al mondo. Gli ultimi in ordine di tempo risalgono all’aprile scorso, quando il Puntalice bio, presentato meno di dieci anni fa, ha ottenuto la medaglia d’oro al prestigiosissimo Concours Mondial de Bruxelles ed il premio come miglior rosè biologico al Vinitaly. E ci fermiamo perché l’elenco dei riconoscimenti ottenuti dalle cantine Senatore di Cirò Marina, tra manifestazioni enologiche e guide di settore, dai Vini d’Italia del Gambero Rosso all’annuario dei vini italiani di Luca Maroni, a Bibenda, è lunghisimo, una trentina solo negli ultimi sei anni.

Dagli albori al futuro dell’enoturismo

Da quattro generazioni i Senatore producono vino lungo la costa jonica crotonese: in principio la produzione, come sempre familiare, venne avviata da Francesco Senatore e Giuseppe Sculco, che nei primi anni dello scorso secolo inaugurarono la prima cantina, che ingrandirono poi, con spirito d’intraprendenza e coraggio, negli anni del secondo conflitto mondiale. Oggi Raffaele, Salvatore, Giuseppe e Franco Senatore, coi loro figli, conducono un’azienda moderna, che da una ventina d’anni, in località San Lorenzo di Cirò Marina si è dotata di una tenuta di circa 4.500 metri quadrati che possiede sistemi di vinificazione e macchinari all’avanguardia e che in una trentina dei 40 ettari di terreno di sua proprietà produce circa 300 mila bottiglie all’anno. Una felicissima intuizione dei Senatore è stata quella di farne una struttura leader per l’ancora poco sviluppato enoturismo calabrese nella quale ogni anno vengono accolte più di 3 mila persone fra visite guidate, eventi e matrimoni (ma attenzione: se intendete prenotare per un pranzo nuziale dovrete farlo con largo anticipo, pena una lunga attesa). Le visite guidate in azienda, che si svolgono soprattutto nel periodo giugno-settembre, sono esperienze totalizzanti: dalla meticolosa esplorazione delle vigne e delle fasi di produzione all’accompagnamento a degustazioni e abbinamenti, per gli esperti e per coloro che si accostano al mondo del vino per la prima volta. La costante della famiglia Senatore, dai fondatori ad oggi, è stata quella della filiera corta a cui si è aggiunta la qualità di uve particolarmente ricche di ossido di ferro, potassio ed altri minerali che rendono molto strutturati i vini della cantina cirotana. Altra scelta precisa è quella di una coltivazione a bassa resa, dunque qualità più che quantità, e una raccolta rigorosamente a mano.

Ritorno alla terra

Il frontman, perché uno deve sempre esserci, è Raffaele Senatore, che ha studiato per diventare medico e pur avendo davanti una carriera da primario ha preferito invertire una logica che nei decenni scorsi si era consolidata: il figlio del contadino che studiava per diventare un professionista, salendo su quell’ascensore sociale che ha finito per spopolare campagne, colline e aree interne. Oggi Senatore Vini è un marchio famoso, riconosciuto, ha stretto rapporti coi più famosi buyers affermandosi sui mercati internazionali. Come tutte le cantine del Cirò, anche Senatore si prepara alla stagione di apertura delle prime, storiche bottiglie di vino col marchio della denominazione garantita: verranno lanciati nuovi prodotti, questo è certo, ma ciò che riposa nelle bottaie delle cantine per ora lo sanno in pochissimi. La pazienza è una virtù nobile; un buon vino ripaga ampiamente chi la allena.

FRANCESCO SIBILLA