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Minacce ai figli, sindaca Scarcella: «Mi incatenerò al Comune e inizierò lo sciopero della fame»

Minacce ai figli, sindaca Scarcella: «Mi incatenerò al Comune e inizierò lo sciopero della fame»

«Da lunedì mi incatenerò al Comune di Gioia Tauro e inizierò lo sciopero della fame». È quanto annuncia la sindaca Simona Scarcella, dopo le due gravi intimidazioni ricevute negli ultimi otto mesi. La prima cittadina sostiene di non aver ancora ricevuto risposte alle richieste di intervento inviate, insieme alla Giunta, al Viminale e alla Commissione nazionale antimafia.

I proiettili nella busta di Natale

Il primo episodio risale al 18 dicembre scorso, quando una busta consegnata direttamente nella sua abitazione conteneva un biglietto di auguri natalizi e sette proiettili, quattro dei quali di Kalashnikov. Secondo quanto riferisce Scarcella, dopo quell’episodio non sarebbero state adottate misure di tutela da parte della Prefettura di Reggio Calabria.

La minaccia ai figli

Il secondo episodio è avvenuto il 25 agosto, con una nuova lettera recapitata a casa della sindaca contenente una minaccia diretta ai suoi figli e al cane. «Il mio figlio minore è diabetico e tutte le sere escono, con il cane, a camminare perché gli fa bene per la sua patologia, ma da 15 giorni sono chiusi in casa», racconta Scarcella.

La richiesta di tutela alla Prefettura

Il 26 agosto la sindaca ha inviato una Pec alla Prefettura di Reggio Calabria chiedendo l’adozione delle misure di protezione ritenute necessarie. Scarcella afferma di non aver ricevuto finora alcuna risposta, né formale né informale. La prima cittadina riferisce inoltre di aver appreso attraverso la stampa della convocazione di una riunione tecnica di coordinamento, senza essere stata informata preventivamente né sugli esiti dell’incontro.

Il confronto sulla Commissione d’accesso

Scarcella collega la vicenda anche alla Commissione d’accesso ispettivo inviata dalla Prefettura al Comune di Gioia Tauro. Secondo la sindaca, la presenza della Commissione avrebbe inciso sull’atteggiamento della Prefettura rispetto alla richiesta di tutela. La prima cittadina contesta inoltre le motivazioni fornite dall’ufficio territoriale del Governo sulla gestione della vicenda e sostiene di aver segnalato tempestivamente, attraverso una Pec con ricevuta di consegna, la seconda intimidazione.

«Al centro ci sono due ragazzi innocenti»

La sindaca ribadisce infine di aver informato la Prefettura sulle iniziative e sui provvedimenti adottati dalla sua amministrazione e contesta la decisione di sottoporre il Comune alla Commissione d’accesso. Ora, sostiene Scarcella, la questione principale riguarda la sicurezza dei suoi due figli. Da qui l’annuncio della protesta: «Abbiamo scritto, insieme alla mia giunta, al Viminale e alla Commissione nazionale antimafia, e non ci hanno risposto».