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Idee e proposte a confronto per il centro storico di Crotone

Idee e proposte a confronto per il centro storico di Crotone

Un’alleanza tra cittadini, istituzioni e mondo accademico per cambiare il volto del centro storico di Crotone. È questo l’obiettivo emerso dal confronto promosso dal comitato omonimo per affrontare criticità ataviche, tra assenza di fondi pluriennali e problemi di mobilità.

Strade da pulire, reti idriche da ammodernare e una mobilità da ripensare per favorire il commercio e l’attrattività turistica. Dal Comitato Centro Storico Krotone arriva una proposta chiara: creare un tavolo permanente per avviare subito le prime soluzioni.

«Le proposte – ha dichiarato ai giornalisti il presidente del CSK, Cesare Spanò – sono un inizio di un’attività che dovrebbe vederci coinvolti tutti insieme per buttare le basi. Parliamo di un centro storico importante di una città importante che sta vivendo delle difficoltà. Noi siamo qua perché vogliamo dare una mano, vogliamo essere un braccio di questa amministrazione con la speranza di essere ascoltati. La ZTL (zona a traffico limitato n.d.r.) deve partire domani mattina; magari ci vorranno 6-8 mesi, ma il lavoro deve iniziare domani».

L’amministrazione comunale ha tracciato la rotta dei primi interventi programmati, puntando sulla limitazione del traffico veicolare e sullo stanziamento di prime risorse economiche dedicate.

«Abbiamo pensato intanto di mettere la ZTL, limitare il traffico – ha dichiarato il sindaco Vincenzo Voce – perché questa consentirebbe una maggiore pulizia del centro storico, perché è difficile anche andare a pulirlo. Dopodiché ci vogliono degli investimenti: abbiamo già predisposto e sono disponibili 200.000 euro per cominciare a fare qualcosa e in questa prossima annualità possiamo prevedere un’altra sommetta».

Ma il recupero dell’antico borgo non può limitarsi alle sole opere pubbliche. Secondo il professore Tommaso Manfredi – decente di Storia dell’Architettura dell’università Mediterranea di Reggio Calabria – il vero motore del cambiamento risiede nella valorizzazione del tessuto edilizio diffuso e nella partecipazione attiva di chi vive il quartiere.

«Ogni tipo di valorizzazione – ha dichiarato – non può prescindere dalla conoscenza del tessuto diffuso della città. Significa coinvolgere i quartieri, i comitati e i cittadini per un’impresa comune. La qualità urbana non è fatta solo da una grande cattedrale o da un grande palazzo, ma da quello che c’è intorno. Chi è consapevole di un bene, fa di tutto per difenderlo».

GIUSEPPE LARATTA