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Revolut, dati ai cybercriminali: usata una Pec della Prefettura di Reggio Calabria

Revolut, dati ai cybercriminali: usata una Pec della Prefettura di Reggio Calabria

La richiesta non sarebbe partita realmente dalla Prefettura di Reggio Calabria, ma da una sua casella di posta certificata che sarebbe stata violata dagli hacker. È questo, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, l’elemento centrale dell’incidente che ha coinvolto Revolut.

La Pec utilizzata per l’inganno

Gli autori dell’attacco avrebbero sfruttato l’account istituzionale per inviare richieste apparentemente ufficiali, inducendo la fintech a trasmettere informazioni riservate sui propri clienti. Il fatto che i messaggi provenissero da un indirizzo pubblico autentico avrebbe consentito di superare i normali controlli.

Dati sensibili finiti nelle mani degli hacker

Tra le informazioni trasmesse figurerebbero documenti d’identità, Iban, dati personali, selfie utilizzati per la verifica dell’identità e informazioni sulle transazioni. Revolut ha precisato che i propri sistemi non sono stati violati e che i fondi dei clienti non sono stati toccati.

Indaga la Polizia Postale

Sull’accaduto sono in corso indagini per ricostruire come sia stata compromessa la casella della Prefettura e – prosegue il Corriere – chi abbia utilizzato l’account per le richieste fraudolente. Secondo fonti citate dalla stampa, i clienti interessati sarebbero circa 680.