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Naufragio di Cutro: in aula la testimonianza di due finanzieri

Naufragio di Cutro: in aula la testimonianza di due finanzieri

«Dai calcoli effettuati per capire quando e dove sarebbe potuto arrivare il caicco Summer Love, deducemmo che l’imbarcazione sarebbe entrata in acque nazionali alle 3, e giunta a terra dopo le sette del mattino». A parlare è Roberto Cavarretta, finanziere in servizio alla radio e al radar della vedetta V5006 nelle ore precedenti il naufragio di Steccato di Cutro. È uno dei due testimoni dell’accusa ascoltati nella quindicesima udienza del processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco, naufragato all’alba del 26 febbraio 2023 provocando almeno 94 vittime.

A giudizio, con l’accusa di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo, ci sono quattro militari della Guardia di finanza e due della Capitaneria di porto. Cavarretta ha spiegato che la stima della navigazione del caicco fu elaborata con il comandante della motovedetta sulla base dell’unica posizione e rotta conosciute, quelle comunicate dall’aereo di Frontex che aveva avvistato l’imbarcazione alle 22.26.

E’ anche per via di questi calcoli che, secondo Cavarretta, la sosta per il rifornimento della motovedetta durò due ore. Ripartita alle 2.30, la V5006 non raggiunse però il caicco: a Capocolonna, secondo i testimoni, il mare era peggiorato sensibilmente, con vento più forte e onde raddoppiate. Il comandante decise così di rientrare in porto.