Non tra le mura istituzionali del palazzo di Governo, ma tra i banchi di una scuola, in mezzo ai ragazzi. È qui, alla scuola “Montessori” a margine di un incontro dedicato a giustizia e legalità, che il Prefetto di Crotone, Franca Ferraro, ha voluto rivolgere il suo saluto di commiato alla città in vista del suo imminente collocamento in pensione.
«Ho voluto che il mio saluto fosse a porte aperte, ma non quelle della Prefettura, bensì quelle di una scuola. I ragazzi sono il nostro futuro e la parte migliore di noi», ha esordito con evidente emozione. «Anche ai più piccoli dobbiamo insegnare il rispetto dell’altro, del diverso, delle regole, della natura e della proprietà altrui. È così che si cresce e si diventa cittadini degni di questo nome».
Il legame con la città: «Crotone mi ha ridato la speranza»
Nel ripercorrere il suo percorso a Crotone, il Prefetto ha confessato di non amare i saluti né i formalismi, preferendo che siano i fatti a parlare. Tuttavia, ha tenuto a sottolineare quanto la città le abbia donato sul piano umano: «Vengo da una terra ferita dal terremoto dell’Aquila, un evento che ha distrutto le case e incupito le persone, lasciando un senso di precarietà a noi e ai nostri figli. Quando sono arrivata qui non sapevo ancora chi volessi essere, ma volevo fare qualcosa di concreto nel nome dello Stato. Crotone mi ha fatto capire che dovevo essere lo Stato, dandomi la possibilità di tornare a essere felice».
Tra i ricordi più cari che porterà con sé, il Prefetto ha citato la luce e i colori del mare della città, la devozione della comunità verso la Madonna di Capocolonna e il calore dei cittadini: «voi e i vostri figli siete la vera luce di questa terra».
La gestione dei flussi migratori e l’accoglienza
Ampio spazio è stato dedicato alla complessa gestione dei flussi migratori, tema che ha visto la Prefettura costantemente in prima linea. Franca Ferraro ha voluto chiarire la differenza tra gli sbarchi via mare — che vedono Crotone come approdo e snodo per la prima accoglienza e identificazione al Cara di Sant’Anna — e il fenomeno dei cosiddetti “migranti di terra”, arrivati dai confini terrestri e giunti in città in condizioni di indigenza.
«Si tratta di un fenomeno dinamico che il Ministero sta analizzando e gestendo. L’accoglienza locale non può sostenere da sola certi numeri, ed è per questo che, d’intesa con il Ministero dell’Interno, molti richiedenti asilo vengono dislocati in strutture adeguate in Calabria o in altre regioni».
Infine, rispondendo alle polemiche e alle tensioni social scaturite da recenti episodi di cronaca, il Prefetto ha invitato a non cedere ad allarmismi ingiustificati: «In tre anni e mezzo non ho mai assistito a fenomeni di degrado sistematico o di pericolo per la popolazione. La maggior parte delle persone accolte è tranquilla. Non dobbiamo vergognarci né giustificarci dell’accoglienza e della solidarietà che questa terra sa offrire».

