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“Glicine-Acheronte”: Sculco torna libero dopo oltre tre anni ai domiciliari

“Glicine-Acheronte”: Sculco torna libero dopo oltre tre anni ai domiciliari

Dopo più di tre anni trascorsi agli arresti domiciliari, Enzo Sculco torna in libertà. L’ex consigliere regionale, imputato nel maxiprocesso Glicine-Acheronte e indicato dalla Procura come figura centrale del presunto comitato d’affari finito al centro dell’inchiesta, non è più sottoposto alla misura cautelare.

La decisione del Tribunale di Crotone

A disporre la revoca dei domiciliari è stato il Tribunale penale di Crotone, presieduto da Edoardo D’Ambrosio e composto dai giudici Chiara Daminelli e Giulia Crisci. Il collegio ha accolto la richiesta presentata dall’avvocato Mario Nigro. La decisione è arrivata mentre il dibattimento si avvia verso la fase conclusiva, con la requisitoria ormai all’orizzonte.

Valutata la durata della misura

Alla base della decisione c’è una nuova valutazione delle esigenze cautelari. Il Tribunale ha considerato il tempo trascorso dall’epoca dei fatti contestati, il rispetto delle prescrizioni da parte di Sculco e il comportamento mantenuto durante il procedimento.

Un ulteriore elemento è rappresentato dalla durata del processo, condizionata anche dai tempi necessari per completare il deposito della perizia sulle intercettazioni. Il ritardo ha determinato un nuovo rinvio dell’udienza destinata all’esame degli elaborati tecnici.

In questa fase, anche il pubblico ministero Roberto Cubellotti ha espresso parere favorevole alla revoca della misura. In precedenza, invece, la Dda di Catanzaro aveva manifestato parere contrario alle richieste della difesa.

Il processo verso la requisitoria

Sculco ha continuato a intervenire nel corso del processo attraverso dichiarazioni spontanee. Un’altra occasione per esporre le proprie argomentazioni è prevista per l’udienza del 30 settembre. Nei mesi scorsi lo stesso imputato aveva anche chiesto provocatoriamente di essere trasferito in carcere, spiegando di non voler continuare a gravare sulla propria famiglia. La richiesta era stata però dichiarata inammissibile dal collegio giudicante.

Ora la revoca degli arresti domiciliari segna una nuova tappa del procedimento, che si avvicina alle fasi finali del dibattimento.