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Caro carburanti, CGIA: diesel +36% in sette mesi

Caro carburanti, CGIA: diesel +36% in sette mesi

Sette mesi di guerra tra Stati Uniti e Iran hanno avuto effetti pesanti anche sul prezzo dei carburanti. Secondo l’Ufficio studi della CGIA, in questo periodo la benzina è aumentata del 29 per cento, mentre il diesel ha registrato un rincaro ancora maggiore, pari al 36 per cento.

Un aumento che pesa non soltanto sulle famiglie e sui pendolari, ma soprattutto sulle categorie professionali che utilizzano l’auto o i mezzi pesanti ogni giorno. Tra le più esposte ci sono camionisti, tassisti e agenti di commercio.

Per i tassisti, in particolare, il problema è legato alle tariffe, stabilite dai Comuni e quindi non modificabili nell’immediato per compensare l’aumento dei costi. Gli agenti di commercio, invece, possono percorrere anche oltre 30-40 mila chilometri all’anno e devono quindi assorbire direttamente una parte consistente del rincaro.

Difficoltà anche per gli autotrasportatori. Gasolio, pedaggi, manutenzione e personale rappresentano costi immediati, mentre i pagamenti delle fatture possono arrivare anche dopo 90 o 120 giorni. Inoltre, non tutte le imprese possono beneficiare dei crediti d’imposta previsti per il caro-carburante.

Il Governo, secondo la CGIA, negli ultimi sei mesi e mezzo ha stanziato complessivamente oltre 2,6 miliardi di euro: 2,1 miliardi attraverso la riduzione delle accise e circa 500 milioni in crediti d’imposta destinati ai settori maggiormente esposti.

Da oggi, intanto, il taglio delle accise sul diesel scende da 12,2 a 6,1 centesimi al litro e resterà in vigore fino al 5 ottobre.

La CGIA chiede infine un nuovo intervento europeo, ricordando che nel 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, l’Italia utilizzò una maggiore flessibilità sui conti pubblici per finanziare otto mesi consecutivi di riduzione delle accise, con una spesa complessiva di 7,3 miliardi di euro.