Un confronto interlocutorio, aperto al dialogo ma che al momento non spegne i riflettori sulla protesta degli agricoltori nel Crotonese. Si è concluso così l’incontro in Prefettura a Crotone, dove una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal vicario del prefetto Ester Libertini per porre sul tavolo le istanze al centro delle mobilitazioni di questi giorni.
Al centro del colloquio sono state ribadite le rivendicazioni della categoria: in primis il caro carburante, per il quale viene chiesto a gran voce un intervento urgente del Governo centrale che fissi un tetto massimo ai prezzi, ma anche la piaga dei mancati controlli sulle merci e sui prodotti agricoli importati dall’estero, che penalizzano gravemente la produzione locale e il mercato nazionale.
Dall’incontro è emersa la massima disponibilità da parte delle autorità locali: il vicario ha preso in carico il documento e i punti sollevati dai rappresentanti della mobilitazione, assicurando che le istanze verranno prontamente trasmesse a Roma, all’attenzione del Governo.
Tuttavia, dagli agricoltori arriva la conferma che la protesta non si arresterà: la linea resta quella dell’intransigenza finché non giungeranno risposte concrete. Nelle prossime 48 ore, mentre si valuta un leggero alleggerimento del presidio di Passovecchio a Crotone, l’intenzione è quella di spostare la pressione su altri snodi strategici della regione, a partire dallo svincolo autostradale di Lamezia Terme.
L’obiettivo a medio termine rimane invariato: coordinarsi con i presidi di tutta la regione in vista della grande manifestazione nazionale prevista a Cosenza il 10 ottobre e, se necessario, spingere la protesta direttamente fino alla Capitale.

