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Caro carburante: protestano gli agricoltori del Crotonese, bloccata Passovecchio

Caro carburante: protestano gli agricoltori del Crotonese, bloccata Passovecchio

I trattori sono tornati a bloccare la rotonda di Passovecchio a Crotone, punto nevralgico della viabilità locale. A far scattare la protesta è il rincaro insostenibile del gasolio agricolo e dei beni di prima necessità, che sta mettendo in ginocchio l’intera filiera agroalimentare e le famiglie.

«Chiediamo un prezzo equo del gasolio agricolo – ha dichiarato Pietro Magna, organizzatore della protesta e componente del Movimento Agricoltori del Crotonese – il gasolio alla colonnina non può essere a 2,40 €. Se il gasolio è caro, sono cari anche i beni di prima necessità. Non vogliamo essere più il bancomat dello Stato, vogliamo lavorare e portare un pezzo di pane a casa».

Ma la mobilitazione di Passovecchio non riguarda soltanto Crotone ed il mondo delle campagne. L’aumento generalizzato del costo della vita sta spingendo anche liberi professionisti e commercianti a scendere in strada a fianco degli agricoltori.

«Siamo qua a manifestare non solo i nostri problemi, ma i problemi di tutti – ha dichiarato il presidente del Movimento Agricoltori del Crotonese – perché il caro carburante e l’aumento dei ticket ricadono su tutti i prodotti».

«In farmacia dal 16 del mese in poi la gente ci chiede credito – ha detto invece il farmacista Salvatore Frontera – non riesce ad arrivare a fine mese. Siamo tutti sulla stessa barca, bisogna prendere provvedimenti che le amministrazioni locali non possono risolvere».

Quella di Crotone è solo la prima tappa di una protesta capillare che sta coinvolgendo contemporaneamente altri centri della regione, tra cui Firmo/Sibari, Cariati, Gioia Tauro e Pizzo. L’obiettivo è raccogliere le forze in vista di un grande appuntamento collettivo prima di portare le rivendicazioni nella Capitale.

«Questo è solamente il primo presidio – ha detto ai nostri microfoni Giancarlo Greco, organizzatore della protesta nazionale – poi insieme a tutti gli altri presidi, giorno 10 ci sarà una manifestazione a Cosenza, a Piazza Loreto, e lì saremo più di 5.000 persone. Il governo nazionale deve vedere questo momento specifico come una guerra economica, devono essere salvaguardati i cittadini».