Si chiude con il rigetto del ricorso promosso dalla UIL di Crotone la vicenda giudiziaria relativa ai locali di via Assisi. Con un’ordinanza depositata il 30 settembre 2026, la Sezione Civile del Tribunale di Crotone (giudice Ilaria De Pasquale) ha respinto l’azione di reintegrazione nel possesso intentata dal sindacato e dal suo commissario straordinario, Maria Elena Senese – attuale segretaria regionale del sindacato.
La controversia vedeva al centro la risoluzione dei contratti di locazione delle storiche sedi sindacali e la successiva stipula dei nuovi contratti in favore della CONF.I.A.L. Nazionale e dell’U.N.S.I.C. di Crotone.
Le motivazioni del Tribunale: legittimità degli atti e assenza di spoglio
Nel ricorso, la UIL accusava l’ex segretario responsabile Fabio Tomaino e i proprietari degli immobili (Patrizia Rizzitelli e Bruno Samà) di un presunto “spoglio occulto” della detenzione dei locali e dei beni ivi contenuti.
Il giudice ha tuttavia smontato l’impianto accusatorio, rilevando che:
Legittimazione dell’operato: al momento della risoluzione e del recesso dai contratti di locazione, Fabio Tomaino era il legale rappresentante della UIL di Crotone, e quindi pienamente legittimato ad agire in nome e per conto dell’organizzazione. Viene così meno qualsiasi profilo di clandestinità o arbitrarietà.
Assenza di prova e dell’animus spoliandi: non è stata dimostrata alcuna condotta contraria alla volontà dell’organizzazione, né la sussistenza di un’intesa illecita con i proprietari degli immobili. Inoltre, difettano del tutto i presupposti per configurare uno spoglio violento o clandestino.
La risposta di Tomaino: «Punto di giustizia, ora avanti a testa alta»
A margine della pronuncia, è arrivato il commento di Fabio Tomaino, oggi Segretario Regionale Confederale CONF.I.A.L. Calabria: «Accogliamo con serenità una decisione che rappresenta per noi un punto di giustizia e che ci consente di continuare a guardare avanti con ancora maggiore convinzione».
Tomaino ha tenuto a precisare come la vicenda non rappresenti affatto una contesa personale: «Dietro quella scelta c’era e c’è un gruppo dirigente che ha deciso spontaneamente e democraticamente di prendere le distanze da un modello organizzativo sindacale che non riteneva più condivisibile. È questa la dimensione che mi interessa sottolineare oggi».

