Nella sala di controllo di Frontex, a Varsavia, la notte del naufragio di Cutro c’era la certezza che a bordo del caicco Summer Love ci fossero dei migranti. Nuovi elementi su quanto accadde nelle ore precedenti il naufragio che il 26 febbraio 2023 provocò 94 morti ed un numero imprecisato di feriti emergono dagli interrogatori dei tre rappresentanti italiani presenti quella notte a Varsavia.
Nuovi interrogatori
Tra giugno e luglio scorsi, il pm Matteo Staccini ha, infatti, ascoltato il team leader di Frontex Giovanni Ligas, l’esperto Sar della Guardia costiera Paolo Magistri, e Walter Vincenzo Pascalicchio, esperto di Law enforcement della Guardia di finanza. Nessuno dei tre è indagato, ma il pm ha chiesto loro chiarimenti sulle palesi contraddizioni nella classificazione dell’evento e sul dialogo intercorso tra Ligas e l’equipaggio a bordo dell’aereo di Frontex “Eagle One” che per primo avvistò e segnalò il caicco.
Le contraddizioni nei documenti
L’equipaggio, infatti, aveva segnalato fin da subito una “possibile barca con migranti” perché priva del sistema di tracciamento, con caratteristiche insolite per un peschereccio, bassa sull’acqua e con una forte risposta termica proveniente dal boccaporto. Era stata inoltre intercettata una telefonata partita dal caicco verso la Turchia. Nonostante questi elementi, il team leader aveva escluso la necessità di ulteriori informazioni perché “Frontex – disse – crede che sia una imbarcazione da diporto”. Nei documenti di Frontex compare così una contraddizione: prima “possibile barca con migranti”, poi “imbarcazione da diporto”. Un’incongruenza che Ligas ha attribuito a un errore materiale di copia e incolla.
Era un evento migratorio
Gli altri due esperti italiani hanno poi confermato che, nella sala operativa, era chiaro che si trattasse di un evento migratorio, pur non essendoci elementi sufficienti per classificarlo come di pericolo immediato, e dunque Sar. Pascalicchio, in contatto quella notte con la sala operativa di Pratica di Mare, aveva anche ipotizzato che a bordo potessero esserci persone in fuga dopo il terremoto che aveva colpito la Turchia.
Si poteva fare di più
A posteriori, infine, Magistri ha ammesso che si sarebbe potuto fare di più: anche soltanto far decollare un elicottero per intercettare il caicco e seguirne la rotta, anticipando così la strage che si sarebbe consumata poche ore dopo.
L’ indagine ha invece rivelato come la Finanza sia uscita solo alle 2 del mattino per poi rientrare alle 3.30 a causa di condizioni meteo avverse e che la Guardia costiera (non avvisata del rientro) non sia proprio intervenuta
I tre interrogatori potranno essere acquisiti agli atti del processo sui mancati soccorsi al caicco in corso presso il Tribunale di Crotone; mentre l’equipaggio figura tra i testi delle parti civili.

