È stata inaugurata questa mattina, nella cornice del Porto cittadino, la nuova installazione promozionale “Catanzaro Città di Mare”. L’opera di arredo urbano e di city branding, realizzata grazie ai fondi regionali destinati ai Comuni insigniti della Bandiera Blu – titolo che il capoluogo conquista con orgoglio per il quarto anno consecutivo –, reca la firma dell’artista catanzarese di fama internazionale Massimo Sirelli.
La valorizzazione dell’area portuale
«Non si tratta di un’operazione fine a se stessa: Catanzaro è una città di mare – ha sottolineato il sindaco Nicola Fiorita – è un “tassello” che aiuta a sviluppare e valorizzare una risorsa che storicamente non è stata adeguatamente promossa. È un puzzle complesso che stiamo componendo giorno dopo giorno: dal rilancio dell’area portuale ai pontili di Carmar e Catanzaro Servizi, dalla sistemazione delle aree ai grandi eventi legati alla vela e allo sport, fino alla risoluzione del problema del depuratore, precondizione essenziale per fare turismo. Oggi aggiungiamo un’altra tessera fondamentale con un’opera bellissima pensata da Massimo Sirelli, destinata a diventare un luogo simbolo da cui veicolare la nostra visione di città».
Per la vicesindaca con delega alle Politiche del Mare Giusy Iemma: «L’opera, dal linguaggio contemporaneo e immediato, sorge in uno degli affacci più belli della costa e si inserisce nel patrimonio di un territorio straordinario, che vanta spiagge incontaminate, la pineta e la riserva regionale delle Dune di Giovino. Questo spazio richiama anche i valori di inclusione e solidarietà che definiscono la nostra comunità, come dimostrato nella grande gara di solidarietà per l’accoglienza dei migranti nel 2022. La Bandiera Blu è per noi motivo di orgoglio, ma soprattutto un impegno a migliorare costantemente servizi, accessibilità e sicurezza».
Un richiamo alla seta catanzarese
«L’opera – ha detto Sirelli – riprende il lavoro sul city branding intrapreso tempo fa insieme a Vincenzo Costantino. Dal punto di vista cromatico, i colori nascono da un’attenta analisi della storia del nostro territorio: recuperano infatti la celebre palette che nel Settecento rese famosa la seta catanzarese in tutta Europa non solo per la qualità dei tessuti, ma proprio per la particolarità e la bellezza delle sue cromie».

