Il nuovo ospedale di Catanzaro torna al centro delle polemiche. Ad innescare il confronto politico sono state le dichiarazioni del vicepresidente della Regione Calabria, Filippo Mancuso, che ha ribadito la propria posizione sulla localizzazione dell’opera, riaccendendo lo scontro con chi rivendica invece il ruolo e le prerogative delle istituzioni cittadine.
Le parole di Mancuso
Nell’incontro “Catanzaro tra presente e futuro”, promosso proprio dall’esponente della Lega, Mancuso aveva affrontato il tema che continua ad essere ancora divisivo: «A disposizione – ha dichiarato il vicepresidente – ci sono 500 milioni di euro. Abbiamo una finestra straordinaria fino a marzo per sfruttare i poteri commissariali nell’edilizia sanitaria e abbattere del 90% i tempi burocratici per espropri e progettazione. Il nuovo hub ospedaliero non può rimanere al Pugliese, una struttura con criticità sismiche e logistiche inadeguate per servire ben tre province. La mia posizione è chiara e senza paura del calcolo elettorale: il nuovo ospedale deve nascere a Germaneto. Questo –ha aggiunto – non vuol dire abbandonare la struttura del Pugliese, che non chiuderà ma diventerà una Casa della Salute con ambulatori e day hospital, garantendo continuità assistenziale e tutela economica per il quartiere. Però basta polemiche strumentali e rinvii per paura di perdere voti: decida la commissione tecnica, ma la città non può perdere questa occasione».
La posizione del Consiglio comunale
Parole che non sono state accolte favorevolmente dal presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, Gianmichele Bosco, che ha espresso il proprio dissenso. Lo scorso luglio, infatti, il Consiglio comunale si era espresso sulla localizzazione del nosocomio a favore dell’area dove sorge l’attuale presidio “Pugliese”, in attesa del parere da parte del Politecnico di Milano commissionato dal governatore Roberto Occhiuto.
«Ho il dovere – ha affermato Bosco – di stigmatizzare qualunque ipotesi di delegittimazione della massima assemblea elettiva cittadina. Affermazioni come “decida la commissione tecnica” oppure quella riferita alle polemiche finalizzate a “decidere di non decidere” o addirittura l’invito rivolto al Consiglio comunale di “esprimersi in maniera ancor più ufficiale” sull’ubicazione del nuovo ospedale, sono espressioni che appaiono poco convenienti, proprio perché attribuite a un’alta carica istituzionale quale è quella che Filippo Mancuso ricopre».
Lo scorso luglio, infatti, il Consiglio comunale si era espresso sulla localizzazione del nosocomio a favore dell’area dove sorge l’attuale presidio “Pugliese”, in attesa del parere da parte del Politecnico di Milano commissionato dal governatore Roberto Occhiuto.
«Il Consiglio comunale di Catanzaro – ha proseguito Bosco – ha già manifestato la propria volontà, formalizzandola in una delibera assunta nella pienezza e nella dignità dei suoi poteri delle sue funzioni. Non possiamo quindi consentire lo si delegittimi o lo si sminuisca nel suo peso. Anzi, sarebbe ben grave se le scelte cruciali che riguardano il futuro della città venissero assunte al di fuori della corretta e necessaria dialettica tra le rappresentanze istituzionali».
Sulla stessa linea anche la consigliera comunale Daniela Palaia: «Il Consiglio comunale, massimo organo rappresentativo di Catanzaro e dei suoi cittadini ha già espresso la sua posizione sulla localizzazione del nuovo ospedale, una posizione chiara e assunta con il rigore e il senso di responsabilità che il tema merita. Lasciano quindi sbigottiti le esternazioni di Filippo Mancuso, che sembra non tenere in alcun conto la volontà espressa dall’Aula e, soprattutto, il posto che essa Aula occupa nell’architettura istituzionale delle rappresentanze democratiche».

