Il futuro del servizio idrico calabrese passa anche dalla capacità di investire nelle infrastrutture e di programmare meglio l’utilizzo della risorsa. È quanto emerso dal confronto di Roma al Festival dell’Acqua, promosso da Sorical sul processo verso un sistema idrico regionale più integrato.
Tra gli interventi, quello di Annamaria Barrile, direttore generale di Utilitalia, che ha evidenziato il cambio di passo della Calabria sul fronte degli investimenti, citando in particolare il progetto della Sila Greca, finanziato con 75 milioni di euro.
Un intervento considerato strategico per mettere in sicurezza l’approvvigionamento di decine di Comuni del Cosentino. Per Barrile, il progetto rappresenta anche un esempio di collaborazione tra la capacità del gestore di progettare e le risorse pubbliche, che possono fare da volano agli interventi.
«La Calabria e gli operatori, in particolare Sorical – ha dichiarato la dg Barrile – stanno facendo un lavoro eccezionale dimostrando di aver colto l’opportunità del PNRR mettendo in campo una capacità progettuale probabilmente inattesa da parte dei nostri gestori, al pari dei nostri gestori associati, e con degli interventi che diciamo mostrano un modello che speriamo si possa replicare nei prossimi anni se le risorse finanziarie ce lo consentiranno, in cui la responsabilità del gestore e il sostegno finanziario a livello nazionale e una parte di tariffa riescono a realizzare in pochissimo tempo obiettivi fino a pochi anni fa inimmaginabili».
Sul tema della disponibilità della risorsa è intervenuta invece Vera Corbelli, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale. In Calabria, ha spiegato, le grandi dighe vengono utilizzate anche per la produzione di energia idroelettrica e questo, in alcuni casi, può incidere sulla quantità d’acqua destinata agli usi potabili e irrigui.
La sfida, soprattutto nei mesi estivi, è quindi trovare un nuovo equilibrio tra i diversi utilizzi della risorsa, considerando anche l’aumento della domanda legato alla presenza turistica.
«L’Autorità – ha dichiarato il segretario Corbelli – sta portando avanti quella che è la governance della risorsa idrica che parte proprio sullo stato di qualità e quantità della risorsa, sugli usi, il monitoraggio di quelle che sono le pressioni e gli impatti, e poi le relative misure, cioè gli interventi strutturali e non strutturali. Con Sorical da tempo abbiamo avviato un’azione mirata proprio su quelle che sono le disponibilità della risorsa idrica per l’uso potabile. In particolare abbiamo fatto da oltre due anni una valutazione su tutte le sorgenti e i pozzi a cui Sorical attinge per la distribuzione dell’acqua per uso potabile, e adesso stiamo anche lavorando insieme all’Università della Calabria su quelli che sono i volumi della risorsa idrica perché senza questa conoscenza noi non possiamo parlare certamente di sostenibilità e poi allargare lo scenario a quelli che sono gli altri usi».
Il confronto di Roma ha così riportato al centro due questioni: la necessità di rafforzare le infrastrutture e quella di programmare in modo più efficace una risorsa sempre più strategica per il territorio calabrese.

