«E’ arrivato in Giunta lo schema di Bilancio che evidenzia un disavanzo di amministrazione di 7 milioni ed 800mila euro». Cifre e causali alla mano, il sindaco di San Giovanni in Fiore – Antonio Barile – ha portato in un incontro pubblico lo stato dell’arte economico del Comune silano.
Accordi transattivi, accantonamenti, quote di disavanzo non recuperate, interessi bancari, tasse e multe non incassate – l’ente si ritrova in ginocchio e deve cercare il modo di tappare questo buco, altrimenti si aprono due strade: dissesto o un piano riequilibrio finanziario.
Il rendiconto è stato approvato dalla Giunta Comunale, è stato passato ai revisori dei conti che – entro due settimane – devono porre il parere; poi sarà a disposizione dei consiglieri comunali per altri venti giorni, per poi essere discusso in Assise ed approvato.
Il problema si trova proprio in Consiglio Comunale perchè il sindaco Barile non ha la maggioranza, che è invece in capo al presidente dell’Assise Marco Ambrogio.
«Credo che la strada migliore, visto i conti e i numeri, sia il dissesto – ha dichiarato a Video Calabria il sindaco Barile – purtroppo non abbiamo noi la maggioranza, non saremo noi a decidere (in Consiglio Comunale n.d.r.). Intanto devono prima approvare il rendiconto e poi scegliere la strada del del riequilibrio di bilancio. Credo che alla fine si metteranno la mano sulla coscienza, non tanto Marco Ambrogio che pensa di comandare dieci persone come se fossero dei burattini, ma gli stessi consiglieri di San Giovanni in Fiore. Non credo che abbiano in mente una giunta migliore da lasciare nel comune nelle condizioni in cui è. Quindi alla fine credo che ce lo approveranno».
Barile, inoltre, si è rivolto con un esposto alla Procura della Corte dei Conti. «Dovrà decidere sull’approvazione del rendiconto – ha dichiarato – dovrà andare a cercare le cause del dissesto e questo lo farà autonomamente. Io ho fatto un esposto su tutte le le operazioni che credo siano illegittime. Era un dovere, un obbligo da parte del sindaco esporre tutto alla Corte e alla Procura della Corte dei Conti. Se ci sono atti di illegittimità, se ci sono responsabilità, se c’è il rischio di danno erariale per il Comune, spero che agiscano. Io ho fatto il mio dovere, dopodiché decideranno loro».
«Il commissariamento verrà solo se non ci approveranno il rendiconto – ha detto ancora il sindaco di San Giovanni in Fiore – Credo che non è una bella cosa avere un commissario che farà una gestione rigida e ordinaria; invece qui ci vogliono interventi e fatica straordinaria. Ma se dovesse essere così, subiremo 6/7 mesi di commissario e a maggio si andrà a votare. Credo che mi ricandiderò. A meno che non ci sia la necessità, per vincere di nuovo le elezioni, della mia candidatura, ne farò anche a meno. Comunque sarò a fianco della politica per bene».
Al Comune sangiovannese, inoltre, c’è da registrarsi una notizia rilevante: nella giornata di venerdì scorso i Carabinieri – su delega della Procura della Repubblica di Catanzaro, Direzione Distrettuale Antimafia DDA – hanno richiesto alcuni documenti contabili ed amministrativi relativi agli ultimi sei anni d’amministrazione, guidata prima da Rosaria Succurro e poi dalla facente funzioni Claudia Loria.
«C’è stata la DDA a San Giovanni in Fiore, forse è la prima volta nella storia – ha dichiarato a Video Calabria Barile – Sappiamo su che cosa indaga la DDA, non posso dire più di tanto. Vedremo gli esiti poi di questa visita. Posso solo dire che sono contento. Sono contento perché un sindaco che lavora con trasparenza e che non ha scheletri nell’armadio, quando arriva qualcuno che cerca la legittimità, che cerca di stanare eventuali illegittimità, un sindaco non può essere che contento. Io sono tre giorni che dormo meglio dopo che è arrivata la DDA».

