Sono 45 le misure di prevenzione personale adottate o proposte dalla Questura di Reggio Calabria nel corso di settembre, nell’ambito delle attività di contrasto ai diversi fenomeni di pericolosità sociale.
Cinque Daspo per comportamenti legati al tifo
La Divisione Polizia Anticrimine ha portato all’adozione di cinque Daspo. Quattro hanno riguardato tifosi siciliani arrivati in provincia per seguire la propria squadra e destinatari di un divieto della durata di un anno. Un quinto provvedimento, sempre della durata di un anno, è stato emesso nei confronti di un tifoso amaranto già condannato in via definitiva per violazioni in materia di stupefacenti.
Ammonimenti per stalking e violenza domestica
Cinque persone sono state raggiunte da un ammonimento del Questore dopo accertamenti relativi a episodi di atti persecutori e violenza in ambito familiare e relazionale.
Tredici avvisi orali e dodici Dacur
Nel bilancio di settembre figurano anche 13 avvisi orali, due dei quali accompagnati da ulteriori prescrizioni, rivolti a persone con condanne definitive per reati non colposi.
Sono stati inoltre disposti 12 Dacur, con durata compresa tra sei mesi e due anni, nei confronti di altrettanti giovani coinvolti in distinti episodi di rissa avvenuti nelle vicinanze di locali pubblici della provincia.
Sette richieste di sorveglianza speciale
La Questura ha infine trasmesso al Tribunale di Reggio Calabria, Sezione Misure di Prevenzione, sette proposte per l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno.
Le richieste riguardano soggetti ritenuti portatori di pericolosità sociale, sia generica sia qualificata, con situazioni riconducibili anche alla criminalità organizzata di tipo mafioso e a contesti di violenza nell’ambito delle relazioni affettive.
Tre provvedimenti di sorveglianza già eseguiti
Nel corso del mese la Divisione Polizia Anticrimine ha inoltre notificato ed eseguito tre decreti di sorveglianza speciale già disposti dal Tribunale. I provvedimenti prevedono l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per periodi compresi tra due anni e sei mesi e tre anni, con l’obiettivo di garantire un controllo più stretto da parte delle forze dell’ordine.

