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Terre assetate, ricerca salvifica: all’Unical arriva “Agriworld Expo”

Terre assetate, ricerca salvifica: all’Unical arriva “Agriworld Expo”

L’acqua ci costituisce e ci circonda, ne è coperto il 71% del pianeta. Ma è quasi tutta salata, mentre quella potabile e disponibile per gli usi umani è meno dell’1%. Se si pensa che circa tre quarti di essa è usata in agricoltura ecco che si comprende facilmente il motivo della grande sete causata da impoverimento delle falde, crisi climatica, inquinamento.

Giovedì 8 e venerdì 9 ottobre, presso l’Università della Calabria, si terrà l’edizione 2026 di Agriworld Expo: si tratta dell’evento promosso da Itea, l’associazione no-profit che si occupa di promuovere l’innovazione nel settore primario, Regione Calabria ed Arsac, e quest’anno si è scelto di affrontare il tema della sete crescente delle terre agricole.

Agriworld Expo è il momento in cui gli atenei dell’Italia meridionale fanno rete per azzerare le distanze tra la ricerca scientifica sui cambiamenti climatici e l’applicazione delle soluzioni da applicare al lavoro nei campi. L’UniCal, dunque, diventa un grande laboratorio mediterraneo dove la ricerca accademica fa squadra con istituzioni ed imprese.

Il legame tra conoscenza scientifica e resilienza dei sistemi agricoli è inscindibile. Carlo Cosentino, presidente del comitato scientifico di Agriworld e docente dell’Università della Basilicata, sottolinea come dietro l’innovazione non possa che esserci proprio la grande rete del sapere.