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Calabria, minori stranieri: nuove procedure per scuola, formazione e lavoro

Calabria, minori stranieri: nuove procedure per scuola, formazione e lavoro

La Calabria rafforza il sistema di presa in carico dei minori stranieri che possono accedere ai servizi per il lavoro. Le nuove disposizioni chiariscono procedure e competenze, garantendo al tempo stesso la tutela dei ragazzi.

Procedure uniformi in tutta la regione

Il Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree Produttive ha predisposto istruzioni operative valide per tutti i Centri per l’Impiego calabresi. L’obiettivo è evitare che differenze procedurali o difficoltà nella documentazione possano rallentare l’accesso ai servizi.

Il nodo dell’obbligo scolastico

Uno dei principali aspetti affrontati riguarda la documentazione sull’assolvimento dell’obbligo scolastico, che non sempre può essere prodotta nell’immediato.

Il Centro per l’Impiego dovrà accertare l’età del minore attraverso il permesso di soggiorno o un documento equivalente, mentre non sarà chiamato a verificare direttamente l’assolvimento dell’obbligo scolastico. Per i ragazzi inseriti nel sistema di accoglienza sarà invece verificata la presenza nel percorso previsto.

Dalla scuola alla formazione professionale

Le indicazioni regolano anche il rilascio della Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, nei casi consentiti. La documentazione dovrà attestare l’inserimento del minore in un percorso scolastico, in un CPIA, in un corso di Istruzione e Formazione Professionale o in altra attività formativa prevista.

Per i minori stranieri accompagnati è previsto il coinvolgimento del genitore o della persona che esercita legalmente la responsabilità sul ragazzo.

L’accesso ai servizi a partire dai 16 anni

Le disposizioni riguardano i minori che hanno raggiunto l’età prevista per l’accesso ai servizi per il lavoro. In via generale, la soglia è fissata a 16 anni per la DID e la sottoscrizione del Patto di servizio, fatte salve le eccezioni previste dalla normativa.

Calabrese: «Le procedure non devono diventare barriere»

L’assessore regionale al Lavoro Giovanni Calabrese ha sottolineato la necessità di rendere concreto il percorso di inclusione, accompagnando i minori verso formazione, orientamento e autonomia.

«Una difficoltà amministrativa non può trasformarsi in una barriera all’inclusione», ha affermato il direttore generale Fortunato Varone, evidenziando l’importanza di rendere più efficace il passaggio tra scuola, formazione e servizi per il lavoro.

Il dirigente Sergio Tassone ha richiamato invece l’esigenza di fornire ai Centri per l’Impiego strumenti chiari e condivisi, così da garantire modalità di presa in carico omogenee.

Una rete unica tra scuola, formazione e lavoro

L’intervento prosegue il percorso avviato con il protocollo d’intesa del 30 luglio tra Regione Calabria e Ufficio scolastico regionale, che ha collegato la rete dei Centri per l’Impiego con i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti.

Il modello coinvolge CPI, scuole, CPIA, servizi formativi e sistema dell’accoglienza, mettendo in relazione alfabetizzazione, istruzione, formazione e politiche attive del lavoro.

Referenti dedicati e strumenti digitali

Per rendere operative le nuove procedure, la Regione individuerà referenti specifici presso i Centri per l’Impiego e pubblicherà la modulistica dedicata sul sito istituzionale.

Saranno inoltre attivati appositi spazi nel Sistema Informativo Lavoro per la gestione delle pratiche e l’applicazione uniforme delle nuove disposizioni.