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Reggio Calabria, per la prima volta un detenuto si laureerà durante la detenzione

Reggio Calabria, per la prima volta un detenuto si laureerà durante la detenzione

Domani mattina si compirà un momento di particolare significato per gli Istituti Penitenziari “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria: per la prima volta nella storia degli Istituti Penitenziari reggini un detenuto sosterrà l’esame finale per il conseguimento della laurea in Economia.

Un risultato virtuoso

Il risultato è il frutto di un percorso virtuoso avviato nel 2023 con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa tra l’Amministrazione Penitenziaria e l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria. A soli tre anni dall’avvio di quella collaborazione istituzionale, il progetto raggiunge un risultato di straordinario valore: la proclamazione del primo dottore. Si tratta di un successo costruito attraverso un autentico lavoro di squadra, nel quale istituzione penitenziaria, comunità accademica e operatori penitenziari hanno concorso, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, a rendere concretamente possibile il percorso universitario. Il direttore degli Istituti Penitenziari “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria, Rosario Tortorella, esprime la propria soddisfazione per questo importante risultato e rivolge un particolare ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione.

«Un ringraziamento – si legge nella nota – va al rettore dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti, al Coordinatore del Polo Universitario Penitenziario Arturo Capone, al Corpo di Polizia Penitenziaria, che garantisce quotidianamente, anche attraverso il proprio indispensabile servizio, lo svolgimento in sicurezza delle attività didattiche, nonché al personale dell’Area Giuridico-Pedagogica, in particolare al Capo Area Lorenzo Federico,  il cui costante accompagnamento umano e professionale ha sostenuto lo studente lungo il suo percorso accademico».

Tortorella: «Investire nella formazione»

«Questo traguardo – sottolinea Tortorella – dimostra concretamente che la cultura può superare ogni barriera e che la conoscenza può tracciare la strada verso una nuova vita. La laurea conseguita durante la detenzione rappresenta una conquista personale dello studente, ma anche un risultato collettivo delle istituzioni e delle persone che hanno creduto nel valore della formazione. È, inoltre – prosegue – una delle espressioni più alte del principio sancito dall’articolo 27 della Costituzione, che assegna alla pena una funzione rieducativa e orientata al reinserimento sociale. Investire nella formazione significa offrire alla persona detenuta strumenti concreti per costruire un futuro diverso, fondato sulla consapevolezza, sulla responsabilità e sulla possibilità di tornare a essere parte attiva della società».