Il 9° Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale – presentato oggi a Roma alla Camera dei Deputati dal presidente Nino Cartabellotta – traccia un quadro allarmante della sanità italiana e, in particolar modo, di quella calabrese. Il principio di universalità ed equità del diritto alla salute appare sempre più incrinato da diseguaglianze territoriali, carenze di personale ed erosione delle risorse pubbliche. In questo contesto nazionale critico, la Calabria registra le criticità più severe, posizionandosi all’ultimo posto nella classifica italiana per l’erogazione delle cure essenziali e mostrando pesanti squilibri economico-strutturali.
Livelli Essenziali di Assistenza: la Calabria è maglia nera in Italia
Nel 2024 la Calabria si colloca all’ultimo posto assoluto tra tutte le Regioni e Province Autonome per adempimento ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero le prestazioni che il SSN deve garantire gratuitamente o dietro ticket.
Con un punteggio complessivo di 189 su 300 (punteggio minimo di sufficienza pari a 60 per ciascuna area), la Regione è risultata inadempiente secondo la valutazione del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) del Ministero della Salute, pur avendo registrato un lieve incremento (+12 punti) rispetto al 2023:
• Area della Prevenzione collettiva e Sanità pubblica: 17ª posizione nazionale (punteggio 66);
• Area dell’Assistenza Distrettuale (territoriale): ultima posizione nazionale (punteggio 52, sotto la soglia di sufficienza);
• Area dell’Assistenza Ospedaliera: 16ª posizione nazionale (punteggio 71).
La grave sofferenza della medicina di territorio (area distrettuale) rappresenta il principale collo di bottiglia che impedisce ai cittadini calabresi di accedere a prestazioni tempestive e di qualità.
Fuga per curarsi: un buco da 326,9 milioni per la mobilità passiva
A causa delle carenze strutturali dell’offerta sanitaria regionale, la mobilità sanitaria passiva (i “viaggi della speranza” verso altre regioni) continua a drenare ingenti risorse finanziarie.
Nel 2023 la Calabria ha registrato un saldo negativo netto pari a -326,9 milioni di euro, in peggioramento di 22,1 milioni rispetto all’anno precedente:
• Crediti (prestazioni erogate a pazienti extra-regione): appena € 35,4 milioni (18ª posizione);
• Debiti (costo delle cure per calabresi curatisi altrove): ben € 362,4 milioni (5ª posizione in Italia per debito accumulato).
Insieme a Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia, la Calabria contribuisce a formare il 78,2% dell’intero saldo passivo nazionale. Inoltre, il privato accreditato calabrese incide per il 36,3% sul valore della mobilità attiva regionale, a fronte di una media nazionale del 54,5%.
Personale sanitario e medici di base: carenze e pensionamenti
La crisi dell’organico in Calabria emerge chiaramente dai dati sui dipendenti del SSN e sulla medicina generale:
• Personale dipendente totale: 10,4 unità ogni 1.000 abitanti (contro la media nazionale di 12,1).
• Medici dipendenti: 1,78 ogni 1.000 abitanti (media Italia: 1,84).
• Infermieri dipendenti: 4,00 ogni 1.000 abitanti (media Italia: 4,75).
• Rapporto infermieri/medici: 2,25 (media Italia: 2,59).
• Medici di Medicina Generale (MMG): al 1° gennaio 2025 il rapporto medio è di 1.242 assistiti per medico. Applicando il parametro ottimale (1 MMG ogni 1.200 assistiti), in Calabria si stima una carenza di 43 MMG. Inoltre, tra il 2019 e il 2024 i MMG si sono ridotti del 20,2% (contro un calo medio nazionale del 14,1%) ed entro il 2028 ben 420 MMG andranno in pensione.
• Pediatri di Libera Scelta (PLS): la stima evidenzia una carenza di 16 pediatri al 1° gennaio 2025, con 70 professionisti destinati al pensionamento entro il 2029.
Per quanto riguarda il ricorso ai contratti esterni per la fornitura di personale (cd. “gettonisti”), nel 2025 la spesa impegnata in Calabria è stata pari a € 0,8 milioni.
Rinuncia alle cure, spesa delle famiglie ed aspettativa di vita
Le difficoltà economiche ed organizzative impattano direttamente sulla vita dei cittadini calabresi:
• Rinuncia alle prestazioni: nel 2024 il 10% dei cittadini calabresi (oltre 180 mila persone) ha dichiarato di aver rinunciato a visite o esami specialistici (media nazionale: 9,9%), con un aumento di 2,7 punti percentuali rispetto al 2023.
• Spesa sanitaria out-of-pocket: la spesa pro-capite inviata al Sistema Tessera Sanitaria per le detrazioni fiscali è pari a € 449, nettamente inferiore alla media nazionale (€ 787), indice di minori disponibilità economiche delle famiglie calabresi nel poter accedere privatamente alle cure a pagamento.
• Aspettativa di vita alla nascita: nel 2025 si attesta a 82,9 anni, inferiore rispetto alla media nazionale di 83,7 anni (e ben lontana dagli 84,4 anni delle Marche o dagli 84,3 anni della Lombardia).
Il quadro nazionale: il fenomeno dei “tagli invisibili”
Il quadro della Calabria si inserisce in un contesto nazionale segnato dal definanziamento pubblico e dalla crescita del divario tra risorse stanziali e fabbisogni reali. Come evidenziato dal Presidente Nino Cartabellotta, sebbene il Fondo Sanitario Nazionale nominale sia cresciuto, la sua incidenza sul PIL si è ridotta: nel periodo 2023-2026 il SSN ha subito un impatto di 18,8 miliardi di euro di “tagli invisibili” legato al mancato mantenimento del rapporto FSN/PIL del 2022 (6,27%).
L’Italia resta fanalino di coda nel G7 per spesa sanitaria pubblica pro-capite ($3.952 contro i$ 4.861 della media OCSE), mentre nel 2025 la spesa a carico delle famiglie (out-of-pocket) ha toccato quota 42,4 miliardi di euro. Nel triennio 2027-2029 il divario cumulativo tra previsioni di spesa e risorse disponibili raggiungerà i 32,3 miliardi di euro, mettendo a serio rischio la tenuta dei bilanci regionali e spingendo la Fondazione GIMBE a richiedere l’attuazione di un Piano di Rilancio strutturato in 16 linee di intervento.
• Riparto FSN: nel 2025 la quota pro-capite del Fondo Sanitario Nazionale assegnata alla Calabria è stata di € 2.223 (in linea con la media nazionale di € 2.218).

