L’ennesimo aumento del prezzo dei carburanti sta mettendo a dura prova il settore agricolo italiano. Lavorazione dei terreni, utilizzo dei macchinari, operazioni di raccolta e trasporto: ogni fase della produzione agricola si ritrova a fare i conti con i rincari del gasolio, una risorsa indispensabile e priva di alternative per chi lavora la terra.
A farsi portavoce dell’emergenza è la FNA – Federazione Nazionale Agricoltura, che ha inviato una lettera formale al Ministero dell’Agricoltura a firma del segretario generale, Cosimo Nesci. La richiesta è chiara: servono interventi urgenti per contenere l’impatto dei costi energetici e salvaguardare il reddito delle aziende agricole.
Nesci (FNA): «Senza carburante i campi si fermano»
«Il gasolio non è una spesa accessoria – dichiara Cosimo Nesci – senza carburante non si preparano i terreni, non si utilizzano i mezzi agricoli e non si portano a termine raccolta e trasporti. Ogni aumento ricade direttamente su chi lavora nei campi e rende sempre più difficile vivere del proprio lavoro. Non possiamo chiedere agli agricoltori di continuare a produrre senza garantire loro condizioni dignitose e sostenibili».
Il problema è aggravato dal fatto che all’impennata dei costi di produzione non corrisponde un adeguato incremento dei prezzi riconosciuti agli agricoltori lungo la filiera.
Il nodo delle importazioni e la concorrenza sleale
A pesare sull’intero comparto è anche la pressione esercitata dalle importazioni di prodotti agricoli esteri a prezzi inferiori, dovuti spesso a costi di produzione e standard regolatori differenti rispetto a quelli italiani.
Pur specificando di non contestare le importazioni in sé, la FNA ribadisce la necessità di garantire condizioni di concorrenza eque, potenziando la trasparenza sull’origine delle materie prime, i controlli di filiera e il contrasto alle pratiche commerciali sleali.
Le richieste ufficiali inviate al Ministero
Nella nota inviata al MASAF, la FNA sollecita una serie di azioni prioritarie:
• Misure concrete di contenimento sui costi del carburante per consentire la sostenibilità economica delle attività agricole.
• Un tavolo di confronto urgentissimo sull’impatto dei rincari di gasolio ed energia sui redditi dei produttori.
• Controlli rigidi, tracciabilità e trasparenza sull’origine dei prodotti importati per tutelare il valore del lavoro italiano.
• Iniziative contro le pratiche commerciali sleali, assicurando una giusta remunerazione per chi lavora nei campi.
La situazione in Calabria
Un passaggio del comunicato riguarda anche la situazione in Calabria, dove la Federazione segue da vicino l’iter relativo allo stanziamento regionale di 15 milioni di euro destinato a contrastare gli effetti del caro carburanti. Pur giudicando positivamente il segnale fornito dalle istituzioni locali, la FNA evidenzia l’importanza che la definizione dei criteri e delle modalità operative si traduca rapidamente in aiuti concreti e mirati per i produttori più colpiti.
«Difendere l’agricoltura significa anzitutto difendere i lavoratori – conclude Nesci – le persone che ogni giorno lavorano la terra e garantiscono prodotti, presidio del territorio e futuro alle comunità. Servono misure tempestive sui carburanti e regole che permettano al loro lavoro di ricevere il giusto riconoscimento».

