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SuperScienceMe: quattro giornate tra ricerca, giovani e territorio alla Mediterranea

SuperScienceMe: quattro giornate tra ricerca, giovani e territorio alla Mediterranea

Quattro giornate dedicate alla ricerca, alla formazione e al rapporto tra università e territorio. È il bilancio della tredicesima edizione di SuperScienceMe – La scienza è la nostra stella polare, iniziativa inserita nella Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori e ospitata dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria il 24, 25, 26 e 28 settembre.

Studenti, famiglie, cittadini e rappresentanti delle istituzioni hanno avuto l’opportunità di entrare negli spazi dell’Ateneo, conoscere più da vicino il lavoro dei ricercatori e partecipare a incontri dedicati a temi scientifici e sociali. La manifestazione è stata realizzata insieme agli altri atenei calabresi, all’Università della Basilicata e alle strutture del CNR delle due regioni, con il finanziamento della Regione Calabria e il sostegno delle istituzioni locali.

Dalla ricerca al rapporto con le istituzioni

Ad aprire il programma è stato l’incontro “Notte e Scienza in Consiglio”, ospitato a Palazzo Campanella, con un confronto tra giovani e rappresentanti delle istituzioni.

Alla Mediterranea si è poi discusso anche di pubblica amministrazione e controlli, nell’ambito del convegno promosso dalla Presidenza della Corte dei conti. Al centro il rapporto tra semplificazione, responsabilità e tutela dell’interesse pubblico, con la partecipazione del presidente della Corte dei conti Guido Carlino.

Laboratori aperti a studenti e cittadini

La giornata del 25 settembre ha portato al centro le attività di ricerca dei dipartimenti e il loro rapporto con lo sviluppo del territorio. Particolarmente significativa l’iniziativa “Sperimenta la Ricerca”, che ha consentito a studenti e cittadini di visitare alcuni dei laboratori dell’Ateneo e l’azienda didattico-sperimentale di Gallina.

Sono stati inoltre inaugurati gli spazi rinnovati del Laboratorio di strutture e prove sui materiali del Plesso di Ingegneria.

Spazio anche alla parità di genere, con la firma dell’accordo “Network per il futuro” tra l’Università Mediterranea e la Fondazione Marisa Bellisario. L’obiettivo è rafforzare le opportunità per le donne nelle discipline scientifiche e il collegamento tra formazione universitaria e mondo dell’impresa.

Oltre 500 studenti per parlare di inclusione

Uno dei momenti centrali della manifestazione è stato l’incontro con Heba Hagrass, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Oltre 500 studentesse e studenti hanno partecipato al confronto, dedicato all’accessibilità, all’autodeterminazione e alla piena partecipazione alla vita sociale.

Un’occasione per affrontare il tema delle barriere ancora presenti nelle scuole, nelle università e nelle città e per sottolineare il ruolo che istituzioni e comunità possono svolgere nella costruzione di una società più inclusiva.

“Il diritto di restare”

A chiudere la manifestazione è stata la cerimonia di consegna delle pergamene ai nuovi dottori di ricerca. Un momento dedicato ai giovani e alle prospettive professionali legate alla formazione avanzata.

La lectio magistralis del giornalista Francesco Verderami, dal titolo “Il diritto di restare”, ha affrontato uno dei temi più delicati per la Calabria: la possibilità per i giovani di costruire il proprio futuro nel territorio d’origine. Il contrasto allo spopolamento è stato collegato alla valorizzazione delle competenze, all’innovazione e al ruolo dell’università nello sviluppo regionale.

A chiudere l’appuntamento, i nuovi dottori di ricerca e le loro famiglie hanno condiviso un momento di festa accompagnato dall’intervento di Filippo Caccamo.

Per il rettore Giuseppe Zimbalatti, SuperScienceMe ha rappresentato un’occasione per aprire aule e laboratori alla comunità e far conoscere più da vicino il lavoro quotidiano della ricerca, rafforzando il legame tra Ateneo e territorio.

Il prorettore vicario Massimo Lauria ha invece sottolineato il valore del confronto tra ricerca, formazione e società, evidenziando l’importanza di rendere il lavoro scientifico sempre più accessibile e di favorire nuove occasioni di partecipazione e crescita.