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Ambrogio risponde a Barile: «Bilancio artefatto. Nessun dissesto, difenderemo la città»

Ambrogio risponde a Barile: «Bilancio artefatto. Nessun dissesto, difenderemo la città»

Non si placa la tempesta politica sulle finanze del Comune di San Giovanni in Fiore. Dopo le recenti esternazioni del sindaco Antonio Barile, che in pubblica piazza aveva denunciato un presunto “buco” di bilancio da circa 7,8 milioni di euro, arriva la replica di Marco Ambrogio – presidente del Consiglio Comunale e leader dell’opposizione.

Nel corso di un incontro pubblico appositamente convocato, Ambrogio ha risposto punto su punto alle accuse dell’amministrazione cittadina, contestando fermamente la ricostruzione dei numeri e rispedendo al mittente l’ipotesi di dissesto finanziario.

«Numeri unilaterali e bilancio artefatto»

«Sicuramente sono dei numeri unilaterali che legge solo Barile – ha detto ai microfoni di Video Calabria Marco Ambrogio – e non corrispondono alla realtà. Si parla di un disavanzo che non esiste: è un bilancio in cui si mettono unicamente le uscite senza considerare le entrate, un documento artefatto costruito per far credere all’esistenza di un buco che nei fatti non c’è».

Il presidente del Consiglio ha poi chiarito la natura tecnica delle cifre in discussione, legate alla gestione delle opere pubbliche e dei fondi PNRR: «L’ente ha anticipato 9 milioni e 100 mila euro, somme che devono rientrare e la cui regolarità è stata certificata dagli uffici della Ragioneria e dei Lavori Pubblici. Le regole del PNRR imponevano di anticipare i fondi per rendicontare i lavori. In questi anni sono state realizzate opere tangibili per oltre 50 milioni di euro sotto la gestione di Rosaria Succurro: scuole, palestre, impianti sportivi, la Cittadella dello Sport, la riqualificazione dell’Abbazia e l’isola pedonale. San Giovanni in Fiore è stata un fiore all’occhiello amministrativo».

«Nessun piano di rientro, il Consiglio non approverà mai il dissesto»

Sollecitato sul futuro iter contabile e sul passaggio dell’atto in Consiglio comunale, Ambrogio ha escluso categoricamente l’ipotesi di un piano di rientro o di un default guidato: «Non ci può essere un piano di rientro per un bilancio presentato in Giunta dal sindaco Barile che contiene un dissesto già certificato da lui stesso. Questo bilancio presenta falle importanti, tanto che perfino i revisori dei conti hanno chiesto integrazioni. L’amministrazione ha stravolto il bilancio preparato in precedenza dagli uffici, che era perfettamente in regola, solo per alludere a buchi o ammanchi».

Ambrogio ha inoltre sottolineato la mancanza di numeri da parte della giunta in aula: «Il Consiglio comunale non approverà mai il dissesto. Barile sa benissimo di non avere la maggioranza. Anziché chiedere collaborazione ai dieci consiglieri di opposizione, ha tirato dritto per la sua strada cercando il dissesto a tutti i costi. Ma lui è lo ‘specialista dei dissesti’: lo ha già dichiarato quando era sindaco in passato. Non permetteremo che si blocchi la città, fermando i cantieri e, soprattutto, congelando le assunzioni previste con la Legge 15 per i tirocinanti (TIS e ex ‘invisibili’), che rappresentano una risorsa umana essenziale per il Comune».

La richiesta di documenti da parte della DDA al Comune

Interpellato sulla visita all’interno del Municipio da parte dei Carabinieri di Crotone – che, per conto della DDA – hanno richiesto alcuni documenti amministratiti – Ambrogio ha mantenuto una posizione di fiducia nelle istituzioni: «Non sappiamo se si tratti di DDA o di altre attività, sappiamo che sono intervenuti i Carabinieri di Crotone, così come in passato ci sono state visite di Guardia di Finanza e Polizia. Chi è dalla parte dello Stato è sempre sereno. Da quanto ci risulta, si tratta di una richiesta documentale legata ad anni addietro, quando i sindaci erano Belcastro e lo stesso Barile. Nessun sequestro, solo un’acquisizione di atti. Aspetteremo gli esiti con la massima tranquillità, certi dell’operato trasparente portato avanti negli ultimi anni».

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